Fibrosi cistica: il Cystic Fibrosis Trust sostiene la ricerca del Gaslini

Fibrosi cistica: il Cystic Fibrosis Trust sostiene la ricerca del Gaslini

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Una nuova partnership per la ricerca sulla fibrosi cistica: da Londra il Cystic Fibrosis Trust stanzia 2 milioni di sterline per grandi progetti di studio in tutto il mondo, tra cui 200 mila euro per la ricerca al Gaslini, per nuove terapie in grado di correggere le “mutazioni nonsenso” ancora orfane di cura.

L’Istituto Giannina Gaslini ha ottenuto un finanziamento di 200 mila euro per 3 anni dal Cystic Fibrosis Trust (Gran Bretagna) nell’ambito del bando internazionale per gli Strategic Research Centres. L’obiettivo del bando è supportare gruppi multidisciplinari di esperti che collaborano su progetti strategici per sviluppare nuove terapie per le persone affette da fibrosi cistica. Tra i centri di ricerca coinvolti nel progetto, oltre alla UOC di Genetica Medica dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova, figurano l’Università di Newcastle, l’Università di Lisbona e l’Università di Utrecht.

Il progetto, denominato “PTSuppress – Novel lead compounds as potential suppressor drugs for CFTR PTC mutations”, mira a identificare nuovi trattamenti in grado di istruire la cellula a riconoscere i segnali di stop prematuro causati dalle mutazioni nonsenso, permettendole di inserire un aminoacido e consentendo quindi la prosecuzione della sintesi della proteina CFTR.

Lo studio del Gaslini è parte di un più ampio programma di ricerca della UOC di Genetica Medica

«I farmaci modulatori attualmente disponibili consentono di trattare solo 7 persone su 10 affette da fibrosi cistica. La maggior parte dei pazienti ancora senza cura presenta mutazioni nonsenso. Questo progetto è un riconoscimento del ruolo strategico del nostro Istituto nello studio dei meccanismi molecolari della malattia e nello sviluppo di nuove terapie personalizzate», ha dichiarato la dottoressa Nicoletta Pedemonte, della UOC di Genetica Medica dell’Istituto Gaslini, che coordinerà la ricerca insieme alle dottoresse Valeria Capurro e Valeria Tomati.

«Questo studio si inserisce nel più ampio programma di ricerca della UOC di Genetica Medica, che promuove lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per le malattie genetiche rare», ha aggiunto il professor Federico Zara, direttore della UOC di Genetica Medica.

La fibrosi cistica: cos’è e a che punto sono le terapie

La fibrosi cistica è una malattia causata da mutazioni che causano la perdita di funzione della proteina CFTR, che funziona come via di passaggio per gli ioni cloruro e bicarbonato. Grazie alla sua attività, la superficie delle vie aeree può mantenere la corretta idratazione. Quando la proteina CFTR non funziona, le vie aeree si disidratano e si riempono di muco. Si instaura un ambiente favorevole per le infezioni, e aumenta l’infiammazione. A lungo andare, si ha un danno polmonare che porta alla insufficienza respiratoria.

Le mutazioni che causano la perdita di funzione della proteina CFTR agiscono con vari meccanismi, cioè danneggiando la proteina in maniera diversa. Le proteine sono formate da una sequenza di aminoacidi, che, come i pezzi di un puzzle, si incastrano formando la struttura tridimensionale della proteina. 

Le nostre cellule sono in grado di sintetizzare le proteine a partire dalle istruzioni che si trovano nella sequenza di DNA (il gene) corrispondente. Quando c’è una mutazione, vuol dire che la sequenza in quel punto ha un errore, e questo può determinare il mancato inserimento dell’aminoacido, oppure l’inserimento dell’aminoacido sbagliato. In questi casi, la struttura tridimensionale della proteina può essere alterata in maniera tale da renderla non funzionante. 

Cosa sono le mutazioni nonsenso?

Negli ultimi 12 anni sono stati approvati dei farmaci, chiamati modulatori di CFTR, che sono in grado di riparare la struttura della proteina consentendo di ripristinarne la funzione. Questi farmaci sono stati sviluppati per correggere il difetto causato da alcune specifiche mutazioni, fra cui la F508del, presente nella maggior parte delle persone con FC. 

Al momento attuale, possono essere trattate con i farmaci modulatori solo 7 persone su 10 tra i malati di fibrosi cistica.

«La maggior parte delle persone malate ancora senza una cura ha delle mutazioni chiamate nonsenso. Queste sono mutazioni particolari. Alla fine di ogni gene, infatti, esiste una piccola sequenza che segnala alla cellula che è arrivata al termine delle informazioni che servono a produrre la proteina», spiega la dottoressa Nicoletta Pedemonte. «Questo equivale a un vero e proprio segnale di stop. Le mutazioni nonsenso alterano la sequenza del gene trasformando le istruzioni corrispondenti ad un aminoacido nelle istruzioni che segnalano uno stop (in questo caso, chiamato prematuro): invece di inserire l’aminoacido corretto, la cellula interrompe la produzione della proteina, che così rimane tronca, incompleta».

Il Cystic Fibrosis Trust

Il Cystic Fibrosis Trust è l’unico ente di beneficenza del Regno Unito dedicato a unire le forze per una vita illimitata per tutti coloro che sono affetti da fibrosi cistica. Finanzia ricerche all’avanguardia, fornisce consulenza, supporto e informazioni riservate su qualsiasi aspetto della fibrosi cistica, compreso l’aiuto finanziario.

Recentemente il Trust ha stanziato oltre 2 milioni di sterline per 2 progetti di studio in tutto il mondo destinate alla ricerca sulle priorità delle persone affette da fibrosi cistica, dalle alternative alle terapie attuali al sostegno a favore delle persone affette da FC in seguito all’invecchiamento della popolazione. Tra questi percorsi finanziati per la cura della fibrosi cistica c’è anche il progetto dell’Istituto Gaslini “PTSuppress – Novel lead compounds as potential suppressor drugs for CFTR PTC mutations”.

C.S.

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