Elezioni europee 2024, i risultati in Italia

Elezioni europee 2024, i risultati in Italia

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Mancano ormai pochissime sezioni per ultimare lo spoglio delle schede valide per le Elezioni europee 2024 e avere i risultati definitivi per l’Italia. Una tornata di urne che da vede un preoccupante calo della partecipazione della cittadinanza e che dall’altro potrebbe cambiare gli equilibri tra i partiti di maggioranza e opposizione.

Elezioni europee, i risultati dei singoli partiti

Se l’affluenza si ferma sotto il 50% degli aventi diritto, un dato che dovrebbe preoccupare tutti i leader di partito, le due segretarie dei principali partiti nazionali esultano, ciascuna a modo suo. Fratelli d’Italia si conferma infatti il primo partito anche a queste europee, staccando in modo importante i partner di maggioranza come si è visto anche nelle ultime tornate amministrative. Il partito di Giorgia Meloni raccoglie il 28,8% dei voti con quasi 6 milioni e 700 mila elettori, quadruplicando di fatto il risultato delle precedenti europee (nel 2019 si era fermato al 6,46% con 1 milione e 723mila voti).

In crescita anche il PD, che alle europee cresce di un 1,5% sebbene con meno voti (l’effetto dell’astensionismo) e si conferma il principale partito di opposizione. Meno esultante di certo il Movimento 5 Stelle, che raccoglie circa la metà dei voti del 2019, mentre la Lega di Matteo Salvini accusa il crollo più importante (dal 34,33% di cinque anni fa al 9,01% di questa tornata elettorale). Non si può lamentare Forza Italia, che ottiene più o meno le stesse preferenze di cinque anni fa (9,63% dei voti) anche se probabilmente si aspettava un maggior effetto dall’aver inserito il nome di Berlusconi nel logo e le immagini del Cavaliere nei manifesti elettorali con Tajani.

Le dichiarazioni dei leader di partito

Fin dall’inizio dello spoglio Giorgia Meloni ha avuto modo di festeggiare «un risultato che non era scontato, penso sia un risultato clamoroso, molto importante politicamente, commovente personalmente», come ha dichiarato in un’intervista a Rtl 102.5. «Penso che sia chiaro come in Europa tutti i partiti di governo, in una fase così difficile, abbiano sofferto e che in Italia siamo in controtendenza con un risultato di FdI che cresce in modo significativo e, riguardo alla maggioranza, con tutti i partiti che crescono»

La presidente del Consiglio ha avuto modo di commentare anche la bassa affluenza alle urne, che ha spiegato come un «segno che l’Europa viene percepita come distante e di come abbia fatto politiche non condivise dai cittadini e si vede dal fatto che le forze alternative alla sinistra crescono in tutta Europa». Meloni auspica che ciò apra a «una riflessione sul ruolo dell’Europa, perché il tema dell’affluenza bassa non è solo in Italia ma in tutto il continente».

Si sono sentite nella notte per «complimentarci del risultato reciproco», ha commentato la segretaria del PD parlando di Giorgia Meloni, prima di commentare i risultati del suo partito. «È vero che sono cresciuti in termini percentuali ma non in termini assoluti. Non li abbiamo fermati, ma di certo li abbiamo rallentati. Le europee di solito rafforzano chi è al governo, ma la soglia del 30% non è arrivata e noi abbiamo superato il 20%».

Sul fronte della maggioranza Salvini rivendica una Lega viva e vegeta, malgrado i numeri che riportano il suo partito a terza forza di maggioranza, mentre Tajani rivendica di aver occupato lo spazio moderato tra Meloni e Schlein e di essere soddisfatto.

Europee, chi rimane fuori dal Parlamento di Strasburgo

Alleanza Verdi e Sinistra raccoglie il 6,72% dei voti e centra l’ingresso all’Europarlamento, mentre rimangono sotto il taglione del 4% sia Stati uniti d’Europa (lista unica di Renzi, Bonino e altri partiti) al 3,76%, sia Calenda con Azione che si ferma poco prima a 3,34%.

Non entreranno all’Europarlamento nemmeno Pace terra dignità (2,20%), Libertà di Cateno De Luca (la multiforme lista che raccoglieva 19 entità diverse, tra cui il Movimento ItalExit, 1,22%), Südtiroler Volkspartei (0,52%), Alternativa popolare (0,39%) Democrazia sovrana popolare (0,15%), il Partito animalista – ItalExit per l’Italia (0,13%) o il Rassemblement Valdôtain (0,06%).

Le preferenze espresse dagli italiani, tra Strada, Salis e Vannacci

Tra i nomi che dovrebbero occupare una poltrona a Strasburgo in rappresentanza dell’Italia spiccano per il PD Cecilia Strada, figlia dei fondatori di Emergency Gino e Teresa Sarti, che nel Nord Ovest raccoglie 235mila preferenze. Sempre per il PD, secondo Youtrend, dovrebbero passare Lucia Annunziata e il sindaco uscente di Firenze, Dario Nardella.

Per la Lega il generale Vannacci, al centro di varie polemiche per le sue dichiarazioni nelle ultime settimane, raccoglie nel Nord Ovest oltre mezzo milione di preferenze, staccando altri nomi in casa Lega e non solo. Altro nome controverso di questa campagna è quello di Ilaria Salis, attivista al momento ai domiciliari in Ungheria dove sta subendo un processo, candidata con AVS ha raccolto più di 176mila preferenze. Per il M5S il risultato migliore è per Pasquale Tridico, ex presidente INPS, che al Sud raccoglie più di 117mila preferenze.

Tra i leader di partito – che non ricopriranno l’incarico all’Europarlamento – i risultati sono a favore di Giorgia Meloni, che raccoglie più di 2 milioni e mezzo di preferenze. L’ondata di consensi si avvicina a quella da record del 1999 di Silvio Berlusconi, che ottenne 3 milioni di voti.

Elly Schlein, candidata al Centro e nelle Isole non supera i 200mila voti, mentre Tajani è il miglior nome di Forza Italia con 390mila preferenze. Matteo Renzi ottiene oltre 150.000 voti, un buon risultato ma insufficiente perché la sua lista superi lo sbarramento.

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Info Laura Casale

Laureata in Comunicazione professionale e multimediale all'Università di Pavia, Laura Casale (34 anni) scrive su giornali locali genovesi dal 2018. Lettrice accanita e appassionata di sport, ama scrivere del contesto ligure e genovese tenendo d'occhio lo scenario europeo e internazionale.

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