4 ostaggi liberati a Gaza

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Nella giornata di ieri, sabato 8 giugno, le forze speciali dell’Idf hanno recuperato 4 ostaggi israeliani vivi a Gaza: i quattro cittadini israeliani liberati sono Noa Argamani, Shlomi Ziv, Almog Meir Jan e Andrey Kozlov.

A seguito della notizia il ministro del Gabinetto di guerra e leader dei partiti moderati israeliani, Benny Gantz, ha cancellato la conferenza stampa prevista per ieri sul destino del governo di Tel Aviv. Gantz aveva dato un ultimatum al premier Benyamin Netanyahu che scadeva proprio ieri chiedendo un piano non solo per concludere la guerra nella Striscia di Gaza, ma anche sulla gestione del territorio palestinese dopo il conflitto. La liberazione degli ostaggi però ha spinto Gantz a posticipare la decisione.

Una liberazione che si è svolta nel campo profughi di Nuseirat, non senza vittime civili, ma i numeri sono molto difformi a seconda delle fonti. Se Hamas parla infatti di almeno 210 palestinesi uccisi e ulteriori 400 feriti nella zona del campo profughi, fonti ospedaliere da Gaza parlano di almeno 94 vittime, mentre la Cnn ha citato una versione israeliana che avrebbe confermato un centinaio di vittime.

Quello che è certo è la morte dell’ispettore capo Arnon Zamora, comandante nell’Unità speciale anti terrorismo dell’IdF, che stando a quanto confermato dalla polizia israeliana sarebbe rimasto ucciso nell’operazione per la liberazione dei quattro ostaggi. Zamora è spirato in ospedale a seguito delle gravi ferite riportate nel raid, ha dichiarato il portavoce militare Daniel Hagari.

Chi sono gli ostaggi liberati a Gaza

Noa Argamani era diventata uno dei volti simbolo degli ostaggi israeliani rapiti il 7 ottobre: 25 anni, compariva in un video in cui i terroristi di Hamas la portavano via in moto, mentre lei urlava «Non uccidetemi».

Noa di recente era stata vista più di recente in un altro video della propaganda di Hamas. Sua madre Liora, gravemente ammalata di cancro, aveva lanciato un disperato appello per poterla riabbracciare.


Gli altri tre ostaggi, tutti catturati al Nova Festival dai miliziani palestinesi, sono Almog Meir (21 anni), Andrey Kozlov (27) e Shlomi Ziv (40). I quattro ostaggi tornano così in libertà dopo 8 mesi di prigionia.

«Gli ostaggi», hanno detto in una nota congiunta Shin Bet e Idf, «sono stati salvati dallo Shin Bet e dai combattenti dell’esercito da due luoghi diversi durante l’operazione nel cuore di Nuseirat. Le loro condizioni mediche sono normali e sono stati trasferiti al Centro medico Sheba-Tel Hashomer per ulteriori esami medici. Le forze di sicurezza continuano ad agire con tutti gli sforzi per salvare i rapiti».

Fonti vicine di Hamas hanno dichiarato che altri ostaggi israeliani sarebbero rimasti uccisi nell’operazione dell’IdF, ma la notizia ancora non ha avuto avuto conferma. Al momento mancano all’appello ancora 120 persone rapite il 7 ottobre.

Netanyahu incontra Noa Argamani

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il presidente Isaac Herzog hanno parlato con Noa Argamani. La ragazza si trova in buone condizioni e si sottoporrà a ulteriori controlli medici in un ospedale del centro di Israele.

«Sono molto emozionata, non parlo ebraico da così tanto tempo», ha esclamato Noa parlando con Netanyahu, dopo la sua liberazione. Il premier le ha risposto: «Neppure per un minuto abbiamo smesso di pensare a te e non ci siamo arresi. Non so se ci hai creduto ma noi non ci siamo arresi»

«L’eroica operazione dell’Idf che ha liberato e riportato a casa Noa Argamani, Shlomi Ziv, Andrey Kozlov e Almog Meir Jan è un trionfo miracoloso», ha fatto sapere il Forum delle famiglie degli ostaggi. «Ora, con la gioia che travolge Israele, il governo deve ricordare il suo impegno a riportare indietro tutti i 120 ostaggi ancora detenuti da Hamas: i vivi per la riabilitazione, gli uccisi per la sepoltura. Ogni giorno è un giorno di troppo»

Il Forum ha chiesto di continuare a fare pressione su Hamas perché accetti l’accordo di tregua e liberi tutti gli ostaggi, restituendo anche le salme dei morti. Rimane però da capire se questa ultima operazione – e il conto delle vittime civili palestinesi, una volta accertati i numeri reali – metteranno di nuovo in crisi i tentativi diplomatici di chiudere il conflitto nella Striscia di Gaza

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Info Laura Casale

Laureata in Comunicazione professionale e multimediale all'Università di Pavia, Laura Casale (34 anni) scrive su giornali locali genovesi dal 2018. Lettrice accanita e appassionata di sport, ama scrivere del contesto ligure e genovese tenendo d'occhio lo scenario europeo e internazionale.

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