La Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza è un capolavoro architettonico situato a Roma. Fu progettata nella seconda metà del XVII secolo dall’architetto Francesco Borromini.
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Sant’Ivo alla Sapienza: capolavoro barocco e simbolismo architettonico a Roma

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Sant’Ivo alla Sapienza: un viaggio nel cuore dell’architettura barocca

La Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, situata nel cuore di Roma, è un gioiello architettonico che incarna l’essenza del Barocco romano. Progettata dal genio di Francesco Borromini nella seconda metà del XVII secolo, questa chiesa non è solo un luogo di culto, ma anche un simbolo della ricerca di armonia e bellezza che caratterizza l’epoca barocca.

L’architettura 

La chiesa si distingue per la sua pianta insolita e complessa, che riflette la maestria di Borromini nel manipolare forme e spazi. La pianta centrale è ottenuta dall’incastro di due triangoli, creando una stella a sei punte con un esagono al centro. Questa scelta non è solo estetica, ma anche simbolica, poiché il triangolo rappresenta la Santissima Trinità, un tema centrale nella fede cattolica.

La facciata 

La facciata della chiesa, che si affaccia sull’esedra del cortile della Sapienza, progettata da Giacomo della Porta, è un capolavoro di integrazione. Borromini ha saputo armonizzare il suo lavoro con quello del predecessore, creando un dialogo tra le arcate e la struttura della chiesa.

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L’interno 

All’interno, la chiesa sorprende per l’uso delle curve e delle controcurve, che guidano lo sguardo verso l’alto, dove la luce filtra attraverso la lanterna della cupola, creando un effetto quasi celestiale. Le pareti sono decorate con stucchi raffinati e dettagli che catturano e riflettono la luce, contribuendo all’atmosfera mistica del luogo.

Simbolismo 

Il simbolismo è un aspetto fondamentale dell’architettura di Sant’Ivo. Oltre al già citato triangolo, vi sono altri elementi numerici significativi, come le stelle della cupola, che rimandano al concetto di unità divina (1+1+1=3) e i gradini che sovrastano il tamburo, simbolo dell’ordine cosmico.

Le stelle sulla cupola della Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza sono un elemento significativo e simbolico dell’opera architettonica di Francesco Borromini. Ecco cosa rappresentano:

  1. Numero 111: Le stelle sono 111 in totale. Questo numero ha una forte connotazione simbolica. Se sommiamo le cifre, otteniamo 3 (1 + 1 + 1 = 3). Il 3 è un numero ricorrente nella simbologia cristiana e rappresenta la Santissima Trinità.
  2. Triangolo e Trinità: La scelta del triangolo come base per la pianta della chiesa è anch’essa simbolica. Il triangolo è associato alla Trinità, cioè al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Questo tema centrale nella fede cattolica è riflesso nella geometria complessa della chiesa.
  3. Numero 12: I gradini che sovrastano il tamburo sono 12. Questo numero è ottenuto moltiplicando il 3 (rappresentante la Trinità) con il 4 (simbolo del mondo e dello spazio). Quattro sono gli elementi naturali e i punti cardinali. Quindi il 12 rappresenta l’ordine cosmico.
  4. Stelle a 8 e 6 punte: Le stelle sulla cupola si distribuiscono su 8 livelli e alternano 8 e 6 punte. L’8 è il numero dell’equilibrio cosmico, mentre il 6 è un numero biblico per eccellenza. Si dice che Dio abbia creato il mondo in sei giorni, quindi il 6 è il mediatore tra il principio di tutto e la creazione.
La Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza è un capolavoro architettonico del Barocco. Fu progettata dal celebre architetto Francesco Borromini nella seconda metà del XVII secolo.
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Le stelle sulla cupola di Sant’Ivo alla Sapienza rappresentano un intricato sistema di simboli che collegano la geometria, la fede e l’ordine cosmico. Questi elementi contribuiscono a rendere questa chiesa un capolavoro dell’architettura barocca e una testimonianza dell’ingegno umano.

Storia e cultura 

Realizzata tra il 1642 e 1660 su richiesta del papa Urbano VIII. La storia della chiesa è intrecciata con quella dell’Università di Roma, per cui è stata concepita come cappella. Dopo l’unità d’Italia, la chiesa ha subito un periodo di chiusura, per poi essere riaperta grazie agli sforzi di Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI, e Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII. Durante la seconda guerra mondiale, il cortile della chiesa divenne luogo di riunione segreta per disertori e antifascisti.

La struttura della cupola non si vede dall’ esterno: i sei lobi che la compongono sono coperti da un tiburio, coronato da un tetto a gradoni. Quest’ultimo, simile a un alto tamburo con forme curve opposte, è ornato con eleganti lesene corinzie. Il design dinamico è presente anche nella lanterna che è divisa in sei sezioni concave adornate con doppie colonne che culminano in pinnacoli imponenti. Questa si conclude con un piccolo lanternino a spirale, che sembra innalzare le energie verso il cielo con un movimento rotatorio. Il tetto a gradoni e la spirale del lanternino rappresentano insieme il cammino spirituale che eleva la mente umana verso Dio.

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La sfera con la croce sulla sommità non poggia direttamente sulla lanterna, ma è sospesa su una struttura metallica che dà l’impressione di spingerla verso l’alto.

Sant’Ivo alla Sapienza non è solo un edificio; è un’opera d’arte che continua a ispirare e a testimoniare l’ingegno umano. La sua architettura invita alla riflessione e al raccoglimento, offrendo un’esperienza che va oltre il visibile, toccando il regno dello spirituale e dell’eterno.

Attualmente, la chiesa ospita il Centro culturale Paolo VI ed è aperta alla visita ogni domenica due ore prima della messa delle ore 11:00 (fonte Wikipedia)

Un’opera d’arte che continua a ispirare e a testimoniare l’ingegno umano, Sant’Ivo alla Sapienza va oltre il visibile, toccando il regno dello spirituale e dell’eterno.

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Info Rita Ferranti Noviello

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Rita F. Noviello autrice di libri (scrittrice è troppo impegnativo) dal 2005. Cresciuta a Genova fino all’età di sedici anni da genitori pugliesi, dopo aver vissuto per un periodo a Manfredonia, attualmente vive a Roma dove collabora con un’associazione di promozione sociale come mediatrice culturale specializzata in lingua francese. Vincitrice di vari premi letterari, uno dedicato proprio alla “sua” Genova, al suo attivo ha la pubblicazione di cinque libri di narrativa e due di poesia. Collabora inoltre con una casa editrice romana per la quale pubblica racconti brevi. Altra sua grande passione, quella radiofonica che le ha permesso di presentare anche spettacoli di piazza, passione che ora sta trascurando per continuare a scrivere e pubblicare le sue opere. Appassionata di storia, tradizioni e culture di tutta Italia ama far scoprire a chi la circonda curiosità e aneddoti di vario genere.

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