53° CONVEGNO NAZIONALE GIOVANI IMPRENDITORI Rapallo

Diritti al voto: Europa al passo con il mondo

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Al 53° convegno nazionale giovani imprenditori istituzioni e rappresentanti dell’imprenditoria si confrontano, coro unanime: Diritti al voto, per delineare i volti dell’Europa con uno sguardo sul mondo.

Nel 53° Convegno di Rapallo vengono tracciati i confini dell’Unione per analizzare il futuro delle sue istituzioni. Attraverso una lente di ingrandimento sono state analizzate le grandi sfide trasformative che attendono l’Europa: difesa, doppia transizione: digitale e verde, politica industriale, intelligenza artificiale. In un sistema globale, sempre più complesso da leggere, inevitabilmente lo sguardo è stato rivolto agli Stati Uniti, alla Cina, alla Russia e ai Brics.

Diritti al voto

In vista delle prossime elezioni europee il tema principale dei dibattiti verte sulla responsabilità di andare dritti al voto finché tempi come; libertà individuali, collettive e su cosa possiamo fare, concretamente, per rafforzare queste libertà. Un’analisi centrata sulla responsabilità, libertà, crescita ed efficacia del processo decisionale europeo

Il convegno si apre con una standing ovation a seguito del discorso introduttivo del presidente Andrea Notari, Presidente Comitato Regionale G.I. Confindustria, una sala gremita che plaude in coro con il motto “Noi siamo Tri- Reg” ( meeting tri regionale Lombardia Piemonte Liguria)

Un panel di prestigio quello che si è svolto all’ Excelsior Palace di Rapallo, personalità di spicco frà i rappresentati delle aziende protagoniste dell’innovazione tecnologica e rappresentanti delle istituzioni: Giuseppe Conte, Tajani, Frattin, Renzi, si confrontano sul futuro dell’Europa e su quali sono le strategie per competere nel mondo globalizzato.

Adolfo Urso, Ministro per le Imprese e il Made in Italy, nel suo intervento, fornisce dati notevoli sul futuro tecnologico dell’Italia e dell’Europa e parla di: “2.5 miliardi  destinati alla transizione green digitale, quasi 7 miliardi per il piano transizione 5.0 milioni per le imprese che vogliono investire sul futuro in Italia con un piano che vedrà a giugno i decreti attuativi” e sottolinea quanto oggi la politica industriale europea dovrebbe essere bastata su modello statunitense e parla di un “Europa della responsabilità” delineata da una politica industriale assertiva e da una politica commerciale del lavoro.

Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica parla di “energia parificata se si vuole competere come paese” e chiosa:

“verso il nucleare per salvare la biodiversità “

Un focus importante è stato rivolto all’intelligenza artificiale, mezzo essenziale per essere competitivi, che permette un passo in avanti rispetto a quella che dovrebbe essere la nuova politica industriale europea, e che fornisce gli strumenti anche per la sostenibilità ambientale, obiettivo imprescindibile del futuro.

L’Europa V/S mondo, velocità d’azione a confronto

Molte sono le carte disposte sul tavolo dai paesi europei, molti gli accordi con i paesi asiatici, uno su tutti la Cina, soprattutto per quello che riguarda il comparto della produzione automobilistica, accordi che però non tengono conto del cambiamento che avviene in maniera sempre piu celere, un esempio su tutti al questione dazi.

Il giornalista David Parenzo, che modera gli incontri, porta ad esempio il gruppo Stellantis e la promessa della futura produzione di auto da mettere in atto in Italia, passando da precedenti accordi con il gigante Asiatico, accordi però, avvenuti in precedenza senza tenere conto di quella ‘velocità di cambiamento’ in questo caso, proprio in materia di dazi.

Si ricorda che negli USA l’aumento dei dazi da importazione del settore automotive è passato dal 60% di Trump al 102% di Biden in un lasso di tempo estremamente breve, una lezione, quella statunitense,  dalla quale l’Europa deve imparare molto e della quale deve seguirne la scia.

‘Capitalismo infetto’ tra Politica ed Economia

Scontro interessante quello fra il Presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e la B7 Chair Emma Marcegaglia, il primo affonda una critica feroce sull’attuale sistema rivolto all’economia di guerra ed alla “diseconomia europea, che non concentra gli sforzi in un’unica direzione, non è abbastanza sociale, non abbastanza verde” e parla di –capitalismo infetto-, punto sul quale la Marcegaglia redarguisce Conte e sottolinea, quanto invece, l’industria e l’imprenditoria siano il motore di un paese e sull’economia di guerra, si esprime a favore di chi, come l’Italia, sostiene chi ingiustamente viene oppresso da un conflitto bellico, come quella in atto fra Russia ed Ucraina.

Dibattiti e scambi d’opinione, ma con un obiettivo comune: Il futuro dell’ Europa, un Europa che porta aventi le proprie sfide che guarda all’innovazione ed alla neutralità tecnologica e che non può permettersi un regime di protezionismo. Autonomia strategica ma non in solitaria, perché, come è emerso dai due giorni di convegno, non ci sono i presupposti, ma per essere al passo con il mondo, serve un equilibrio pragmatico, soprattutto in un mondo che è cambiato, serve un parlamento europeo che ragioni per il futuro e non per il passato.

In attesa di quelli che saranno i risultati delle prossime elezioni, quello che emerge è l’urgenza e la necessità di un cambiamento, non piu eurocentrato ma un cambiamento globalizzato.

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Info Pasquale Napolitano

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Docente di ruolo in Storia dell’arte e Discipline pittoriche, grafiche e scenografiche; specializzato nella formazione dei corsi di studio con un percorso didattico qualificante nell’attività creativa in ambito artistico teatrale e storico-artistico.

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