Patrizia De Benedetti

In’side Art: Patrizia De Benedetti

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Tempo di lettura: 2 minuti
La personale di una giovane artista che colora un mare di mille colori

Amici lettori, sapete che scrivo di arte, di opere d’arte e di artisti. Oggi per In’side Art abbiamo una miracolata dell’arte che attraverso le sue opere lascerà segni e segnali che testimonieranno il valore dell’arte.

Patrizia De Benedetti presso Bar46 in Piazza Prati della Fiera, 1 a Novellara (RE) dal 6 Aprile al 30 Aprile 2024 in una mostra personale curata dalla Prof.ssa Cristina Boccella e da Giuseppe Landini in collaborazione con l’associazione Space art-Itinerari artistici ha esposto una serie di suoi lavori con i quali questa brava artista ha accompagnato gli osservatori delle sue opere e come in un sogno a colori li ha trasportati nel mondo della fantasia.

Locandina della mostra

La grande qualità di Patrizia de Benedetti è saper prendere per mano genti di ogni dove e con un tuffo nella materia, che lei impasta con cura e amore, gli colorerà abiti e corpo. Per farvi un esempio, vi trovate di fronte ad un suo quadro e indossate un jeans e una t-shirt gialla? Bene, Patrizia vi travolgerà con la sua materia pittorica e ne uscirete di mille colori. E non solo gli abiti anche il vostro volto, le vostre mani e tutto il resto; perfino la vostra anima ne sarà coinvolta.

Avete una gonna e una camicetta a fiori? Bene adesso guardatevi allo specchio e vi vedrete completamente pasticciati di colori arcobaleno e se per caso eravate tristi e affranti, dopo questo bagno di arte e di colore sarete felici e sorridenti. Capite ora perché del miracolo dell’arte?

Mostra di Patrizia De Benedetti

Quella di Patrizia De Benedetti al Bar46 è stata, in pratica, una straordinaria mostra di arte informale e spirituale. Potete pure non capirne il significato, ignorare i titoli delle sue opere; quello che conta è che di fronte ad una sua opera siate in grado di scoprire che la bellezza del colore esiste.

Esposizione di Patrizia De Benedetti

In questo momento mi trovo di fronte a “Volo di uccelli” e arrivo a dire che di essa non mi importa l’anno di esecuzione, il formato o la tecnica perché nelle orecchie ho la chitarra di Carlos Santana e improvvisamente mi ritrovo coperto di materia corposa, animata e appassionata. Probabilmente Patrizia aveva negli occhi gli stormi che nel cielo disegnano gioia ed armonia ma di quest’opera, sarò onesto, la cosa che mi ha colpito di più non è tanto il soggetto raffigurato quanto la luce brillante e vibrante del verde da lei utilizzato.

Volo di uccelli – Patrizia De Benedetti

E’ emozionante quello stacco fra il fondo nero e il verde che a momenti si fonde e a momenti stacca e attacca la forma formando tracce che lasciano l’osservatore a navigare con la fantasia. Sono occhi quelli che si vedono? Quella forma casuale cosa vi sembra? Un naso? Una bocca?

Di certo tutto si muove in perfetto sincronismo.

Magari il colore verde rilassa ma certamente il dinamismo non manca. Questa atmosfera di serenità che fa pensare lontano con positività è bellissima. Provate a immaginare questa opera appesa su una parete, magari la vostra… La vedete tutte le mattine prima di uscire di casa, avete ancora in bocca il sapore del caffè e potreste pensare “Oggi nonostante tutto è una bella giornata!

E ora la nostra brava artista non può sfuggire alla nostra simpatica tortura sottoponendosi alle nostre 9 domande e mezza.

Intervista con Patrizia De Benedetti

1) Patrizia, in futuro utilizzerai altri linguaggi, altre modalità espressive?

Ci sto lavorando. Qualcosa bolle in pentola ma devo aspettare che arrivi a cottura. Mi piace molto trasformare la tela in qualcosa di vissuto, consumato.

2) Quando dipingi qual è il tuo mantra?

Dipingo nelle ore notturne. Ho un’ansia di dipingere che mi trascina giù dal letto, ma non credo ai mantra.

3) Che tipo sei? Calma? Metodica? Irascibile? Lunatica? Dolce? Altro?

Sono dolcemente molto lunatica.

4) Ti commissionano un quadro e hai carta bianca. Da dove cominci?

Chiudo gli occhi e comincio a navigare con la fantasia.

5) Chi butteresti giù dalla torre?

Nessuno e perché dovrei? A quale scopo? Sono per vivi e lascia vivere; ognuno viva come vuole.

6) Sei a cena con Mario Schifano cosa vorresti chiedergli?

Schifano mi piace per la sua immediatezza. Anni fa ho acquistato alcune sue opere, sono piacevoli. Come persona sicuramente non avrei argomenti.

7) Cosa provi quando ti sporchi le mani di colore?

Sento di ritornare bambina. Finita l’opera sono così felice che non vorrei lavarmele.

8) Non posso fare a meno di chiedertelo…il tuo piatto di pasta preferito?

Adoro follemente la pasta all’Amatriciana.

9) Museo o street art?

L’arte e sempre arte, io mi emoziono quando sono davanti a un’opera d’arte che mi trasmette l’anima dell’artista.

1/2 ) Andresti alla maratona di New York?

Non voglio partecipare alla maratona di New York però mi faccio una ventina di chilometri ogni giorno su e giù dalle montagne.

Terminate le domande, saluto e mi complimento con Patrizia De Benedetti. La sua personale, sono certo, è stata un successo.

Le auguro il meglio, sicuro che dopo la conclusione della sua esposizione al Bar46 a Novellara avrà altre opere da mostrare e altri luoghi da visitare per incontrare persone amanti dell’arte nonostante la sua innata timidezza.

Amici lettori, sapete da sempre che mi piace accompagnare la mia scrittura con la musica perciò, dal momento che prima ho accennato a Carlos Santana vi consiglio di ammirare le opere di Patrizia De Benedetti con qualche sua canzone in sottofondo.

Noi come sempre ci rivediamo al prossimo artista!

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Tutte le foto interne all’articolo sono prese dal canale ufficiale Facebook dell’artista.

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Info Walter Festuccia

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Walter Festuccia, Roma 16 Marzo 1958, diplomato come aiuto scenografo presso il Cine Tv di Via della Vasca Navale di Roma. Artista per natura, artigiano per tradizione, pittore, scrittore. Per il mio stile utilizzato nello scrivere, amo definirmi jazzista della parola, tutto di me è racchiuso in queste definizioni. La mia scrittura, anche se è apparentemente espressa in maniera ironica e demenziale, lascia sempre una finestra aperta oppure un indizio rivolto all'attualità, tutto in un mix di fantasia quasi astratta che diventa con ciò il mio linguaggio espressivo. Come pittore, l'astrazione, l'informalità e l'uso manuale e gestuale della materia sono il mio "io" dentro di me che quando dipinge o scrive si lascia guidare dalla passione e dall'immaginazione attraverso la quale riesco a "vedere" la scena e a "sentire" i dialoghi di ogni mio componimento. Firmo testi e opere come Walter Festuccia oppure Walter Fest.

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