L'ex premier olandese e la moglie scelgono l'eutanasia di coppia
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L’ex premier olandese e la moglie scelgono l’eutanasia di coppia

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L’associazione The Rights Forum ha annunciato che l’ex premier olandese Dries van Agt e sua moglie Eugenie van Agt-Krekelberg sono morti insieme facendo ricorso all’eutanasia di coppia.

L’associazione, fondata proprio dal politico, precisando che i due ultranovantenni erano gravemente malati e sono morti “insieme, mano nella mano”. The Rights Forum ha aggiunto inoltre che la morte risale al 5 febbraio e che la coppia è già stata sepolta con una cerimonia privata nella città di Nijmegen.

I Paesi Bassi hanno legalizzato nel 2002 l’eutanasia e il suicidio assistito (pratica in cui la persona che fa richiesta di un farmaco letale e se lo somministra autonomamente). A vent’anni da questa decisione politica, nel 2022 8.720 persone hanno deciso di ricorrere a questa opportunità in Olanda, pari al 5,1% di tutti i decessi nel Paese quell’anno.

Eutanasia di coppia: una decisione rara ma in crescita nei Paesi Bassi

A fare notizia questa volta la decisione della coppia di morire insieme. Secondo i dati dell’associazione, nel 2020 l’hanno richiesta e ottenuta 13 coppie, salite però già a 29 due anni dopo. Si tratta di meno dell’1% delle persone che hanno ottenuto la possibilità di ricorrere alla dolce morte, tuttavia è un dato in crescita che va tenuto da conto.

L’aumento dell’aspettativa di vita media in Occidente non si accompagna sempre a una qualità di vita corrispondente. E man mano che si invecchia cresce l’ansia non solo per la propria vita, ma anche per quella del partner che potrebbe restare da solo con una serie di problematiche di salute e sociali spesso importante.

Ciò vale per tutti i Paesi occidentali, ma è un dato che meriterebbe attenzione particolare in Italia, che si distingue per l’aumento dell’età media dei femminicidi e dove c’è una particolare incidenza di uomini che decidono di uccidere la moglie – spesso gravemente malata – prima di tentare di togliersi la vita. Storie che forse fanno meno rumore sui media, ma che sono in aumento, come riportano gli studi. Chiamati spesso omicidi pietosi, spesso tuttavia non è chiaro se la moglie avesse dato il proprio consenso a morire.

La possibilità di scegliere insieme volontariamente di terminare la vita insieme e serenamente potrebbe essere un modo più sereno e pacifico di andarsene per coppie che vivono nel disagio della malattia e della solitudine.

Come funziona l’eutanasia di coppia nei Paesi Bassi

La richiesta delle due persone viene analizzata separatamente da specialisti indipendenti. Entrambi i coniugi devono rispondere a criteri per accedere all’eutanasia – tra cui una sofferenza insostenibile e senza prospettive di miglioramento e il desiderio costante di morire. Pur essendo entrambi cattolici, i coniugi van Agt hanno preferito andarsene così, con una “dolce morte”, piuttosto che con una lenta e dolorosa agonia.

Dries van Agt dunque «è morto mano nella mano con la sua amata moglie, il sostegno e l’ancora con cui è stato per più di 70 anni e che ha sempre continuato a chiamare “la mia ragazza”», ha scritto The Rights Forum nel comunicato che dà il triste annuncio.

La carriera politica di Dries van Agt

L’ex premier ha guidato un governo di liberali di destra fra il 1977 e il 1981 ed è ricordato per aver proposto e il sistema di tolleranza per la vendita della cannabis che è tuttora in vigore nel Paese. In seguito vinse di nuovo le elezioni e governò per un anno in coalizione con il partito laburista e i democratici centristi. Nel 1999, a seguito di un viaggio in Israele, si schierò apertamente con il popolo palestinese, definendo quell’esperienza in Medio Oriente una specie di “conversione”.

Nel 2009 van Agt fondò la ong The Rights Forum con lo scopo di sostenere appunto una «politica olandese ed europea giusta e sostenibile riguardo alla questione Palestina/Israele». Dopo aver lasciato la politica istituzionale, nel 2017 si era dimesso dal suo partito, decisione culmine di un percorso che lo ha visto spostarsi su posizioni sempre più progressiste, in particolare per Il suo sostegno alla causa palestinese. 

La salute di Van Agt si è aggravata nel 2019, quando ha avuto un’emorragia cerebrale durante un discorso a un evento di sostegno alla Palestina. Da quel momento non si è mai più ripreso del tutto.

Un messaggio di lutto è arrivato dalla casa reale olandese: «Van Agt si è assunto importanti responsabilità in un periodo turbolento ed è riuscito a ispirare molti con la sua personalità sorprendente e il suo stile unico», ha comunicato re Guglielmo. Van Agt era infatti noto e apprezzato per il suo linguaggio ricercato e le citazioni sempre coltissime.

Anche l’attuale premier olandese Mark Rutte gli ha dedicato un pensiero: «Con il suo linguaggio fiorito e unico, le sue convinzioni chiare dalla presentazione sempre sorprendente, ha dato colore e sostanza alla politica olandese in un momento di polarizzazione e rinnovamento del partito». 

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Info Laura Casale

Laureata in Comunicazione professionale e multimediale all'Università di Pavia, Laura Casale (34 anni) scrive su giornali locali genovesi dal 2018. Lettrice accanita e appassionata di sport, ama scrivere del contesto ligure e genovese tenendo d'occhio lo scenario europeo e internazionale.

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