Superbonus cambia rotta, nuove regole

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In una mossa inaspettata, il Consiglio dei Ministri, sotto la guida del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha approvato un decreto che segna una nuova direzione per il Superbonus, eliminando gli sconti in fattura e la cessione del credito. Questa decisione rappresenta un’importante svolta nella politica economica italiana, mirando a porre fine all’era della “eccessiva generosità” che ha caratterizzato questa misura fino ad oggi.

Una misura controversa

Il Superbonus, introdotto per incentivare la riqualificazione energetica e sismica degli edifici, si è rapidamente trasformato in un fenomeno di portata nazionale, coinvolgendo oltre 480.815 edifici, tra cui anche castelli storici. Nonostante l’indubbio impatto positivo sul settore edilizio e sul miglioramento energetico degli immobili, il costo della misura ha raggiunto cifre allarmanti, stimato in 114,4 miliardi di euro a carico dello Stato, con un incremento di 7 miliardi in un solo mese.

Le novità del decreto

Il cuore del nuovo decreto è l’eliminazione di ogni forma di sconto in fattura e di cessione del credito. Questa decisione mira a ridurre drasticamente il costo della misura per le casse dello Stato, ponendo fine a pratiche che, secondo il ministro Giorgetti, hanno contribuito a un “utilizzo fraudolento” e a un “costo salatissimo” per la finanza pubblica.

Maggior controllo e sanzioni

Il decreto introduce un sistema di monitoraggio preventivo per tutte le nuove iniziative, richiedendo una comunicazione anticipata prima dell’avvio dei lavori. Questo approccio mira a garantire una maggiore trasparenza e a prevenire abusi. Inoltre, sono state introdotte sanzioni per chi non rispetta le nuove regole, con multe fino a 10.000 euro per l’omessa trasmissione di informazioni.

Compensazione dei debiti

Una delle novità più significative è la compensazione automatica dei debiti per chi intende usufruire del Superbonus, nonché la limitazione della cessione del credito ACE a una sola volta, per prevenire frodi e abusi.

Effetti sul deficit e sul Pil

La stretta sul Superbonus arriva in un momento delicato per l’economia italiana, con il deficit del 2023 che ha subito una revisione al rialzo al 7,2%, e un debito pubblico che si prevede si stabilizzerà intorno al 140% del Pil. La nuova politica, secondo Giorgetti, è essenziale per contenere l’impatto negativo sulla finanza pubblica e per ricondurre il paese su un sentiero di sostenibilità fiscale.

Superbonus, una svolta necessaria?

La decisione di porre fine alla “eccessiva generosità” del Superbonus segna un momento critico nella gestione economica dell’Italia. Mentre il decreto mira a salvaguardare le finanze pubbliche e a prevenire abusi, resta da vedere come questa scelta influenzerà il settore edilizio e l’economia in generale. Una cosa è certa: l’era del Superbonus, così come lo abbiamo conosciuto, è giunta al termine, aprendo la strada a un nuovo capitolo nella politica economica italiana.

Leggi anche: Cartelle esattoriali, una riforma fiscale

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Info Giacomo Marenco

Nasco a Genova il 4\10\1997. Musicista, cantante e scrittore, voglio raccontare il mondo e come si muove, mantenendo sempre, per quanto sia possibile, un occhio privo di preconcetti e pregiudizi.

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