Le iniziative della sanità ligure con nuove aperture al privato

Le iniziative della sanità ligure con nuove aperture al privato

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Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola commentano le ultime iniziative e convenzioni raggiunte in campo sanitario con interlocutori privati.

«Sono molto soddisfatto. Quelli che stiamo mettendo in campo sono tutti tasselli di un disegno che sta rivoluzionando la nostra sanità, se pensiamo che l’ospedale di Bordighera è già partito con la gestione privata convenzionata con il sistema sanitario pubblico e che a breve ripartirà il cantiere del nuovo Felettino alla Spezia», commenta Giovanni Toti. «La carne al fuoco è moltissima e, al netto di una certa retorica politica e di alcuni elementi di propaganda legata al momento elettorale, la nostra sanità si conferma un elemento vitale. Nonostante stiamo ancora scontando gli effetti residui della pandemia che ha bloccato il mondo, il lavoro fatto in un paio di anni è davvero straordinario».

Per il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti le novità nel settore sanitario ligure con le nuove aperture ai privati daranno sollievo ai problemi della sanità pubblica, come le liste d’attesa, e arricchiranno l’offerta per la cittadinanza. Ciò a partire dalla nuova manifestazione di interesse per l’acquisto dal privato accreditato di prestazioni di cardiochirurgia e cardiologia interventistica per 3,8 milioni di euro: c’è infatti il via libera della Giunta regionale alla convenzione che sarà sottoscritta con i privati per la gestione dell’ospedale di Albenga e le prossime tappe per realizzare del nuovo ospedale Galliera, dopo che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di alcune associazioni, con l’avvio del cantiere entro il primo semestre del 2025. 

Le novità sull’Ospedale Galliera

Per quanto riguarda il Galliera, «dopo il respingimento del ricorso straordinario presentato con un certo accanimento terapeutico dalle associazioni che non volevano la sua realizzazione, oggi possiamo rimetterci in carreggiata e ripartire. È nostra intenzione inserire il Galliera nel quadro di finanziamenti previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio del settembre 2022 in cui rientrano l’ospedale Unico di Taggia e il Santa Corona. Quel Decreto avrebbe dovuto finanziare anche il polo di Erzelli, su cui stiamo invece ragionando per un partenariato pubblico privato: non appena la Giunta delibererà la volontà di perseguire quel tipo di percorso, più coerente con i tempi imposti dal PNRR, il Galliera verrà inserito nel nuovo decreto interministeriale, così da rendere compatibile la realizzazione dei due ospedali. Prevediamo che i cantieri potranno partire entro il primo semestre del prossimo anno».  

Giovanni Toti

Un ottimismo condiviso anche dal Direttore Generale del Galliera, Francesco Quaglia: «Chiusa l’ultima vicenda del ricorso straordinario con la bocciatura del Consiglio di Stato, prevediamo che i lavori per il nuovo Galliera possano partire entro la prima metà del 2025». L’ospedale sarà una casa intelligente e flessibile progettata già in funzione dell’applicazione attuale dell’organizzazione per intensità di cura e con logiche che favoriscono il LEAN management. Esso sarà un edificio “SMART”, completamente cablato, monitorato e automatizzato, nel quale «sarà possibile “navigare” anche in modo virtuale, sia per il visitatore, sia per gli operatori. L’Ospedale costituirà un centro ad alta tecnologia dove la diagnosi e la cura saranno svolte per processi e quindi con una visione di continuità ed integrazione nelle cure».

Il progetto del Nuovo Galliera vuol essere a “misura di persona” e si propone come punto di riferimento regionale per la gestione dell’invecchiamento e della fragilità. L’idea alla base di questa progettazione è confermare il suo ruolo di Ospedale di alta specializzazione e di rilievo nazionale con particolare vocazione all’attività chirurgica.

La progettualità del Nuovo Ospedale Galliera nasce dall’esigenza di creare una nuova struttura ospedaliera idonea alla realizzazione di un sistema organizzativo basato sulla centralità del malato. L’erogazione delle cure per livelli di intensità assistenziale prevede la riorganizzazione logistica degli ospedali superando il concetto di reparto e divisione per rendere disponibili aree al ricovero di malati a diversa attribuzione nosologica selezionati in base alla complessità assistenziale richiesta.

I numeri del Nuovo Galliera

Il Nuovo Galliera avrà 404 posti letto. Le aree verdi occuperanno 9.814 mq, mentre l’area complessiva sarà di 70.232 mq.

Si prevedono 14 camere operatorie, 80 ambulatori e un parco macchine di 5 Tac, 2 Pet/Tac, 3 Risonanze magnetiche, 3 Angiografi, 3 Acceleratori lineari, 1 Gammacamera, una Piastra dei laboratori (polispecialistica) e 4 palestre di riabilitazione.

Il polo ospedaliero conserverà un forte orientamento chirurgico, secondo la sua natura di ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione, e continuerà a garantire tutte le prestazioni in regime di urgenza, di elezione, di chirurgia e di chirurgia specialistica, oncologia, radioterapia, nonché le prestazioni di diagnostica per immagini e di laboratorio all’avanguardia.

L’edificio sarà un’opera a basso impatto ambientale, dotato di innovativi sistemi di razionalizzazione nell’uso dell’energia. Disporrà di 404 posti letto, con camere a due letti e alcune a uso singolo, con un alto comfort alberghiero. All’interno, l’Ospedale sarà attraversato da percorsi semplici e distinti tra pazienti, visitatori e personale sanitario, con due ingressi: uno in Via Alessandro Volta e l’altro in Corso Aurelio Saffi, per l’accesso al Pronto Soccorso.

I progetti nel ponente


Per l’ospedale di Albenga la Giunta ha preso atto ieri della presentazione del progetto di gestione in convenzione da parte di un’Associazione temporanea di impresa tra Villa Montallegro Spa e Villa Esperia Spa. Il percorso è iniziato nell’agosto 2023 con la proposta di PPP arrivata dall’Associazione Temporanea di Impresa.

«L’ospedale di Albenga è e rimarrà un ospedale pubblico», sottolinea il presidente della Regione, «gestito da privati in convenzione con il sistema sanitario regionale e quindi totalmente gratuito per i cittadini, come tutti gli altri presidi ospedalieri. Questo consentirà una crescita di produzione importante, ad esempio in termini di aumento dei posti letto e acquisto di nuovi macchinari. Sarà un ospedale con una forte vocazione all’elezione – precisa Toti – allo smaltimento delle liste d’attesa e al recupero delle fughe sanitarie, perfettamente integrato quindi con il Santa Corona di Pietra Ligure che rimane Dea di II livello».

Il programma prevede investimenti privati per 48,2 milioni. Ad Albenga sarà attivo un punto di primo intervento 7 giorni su 7, h24, nel periodo tra giugno e settembre, quando il grande afflusso di turisti produce una popolazione effettiva sul territorio molto più alta. Per le urgenze minori ci sarà quindi un’area medica di accoglienza con percorsi di primo intervento. 
Tra le specialità che saranno presenti ci saranno chirurgia generale, ortopedica, vascolare, bariatrica, plastica, oftalmica, urologia e otorino-laringoiatria, medicina riabilitativa, la diagnostica per immagini, dialisi oltre a vari ambulatori specialistici.

Previsti 30 posti letto per ortopedia e 60 destinati al recupero rieducazione funzionale. Inoltre, ci saranno in chirurgia generale 12 posti letto e 6 per la rianimazione, per un totale di 108 posti letto. Si prevede un personale di 209 unità, per arrivare ai 228 previsti nel 2034 (20 medici, 91 infermieri, 48 Oss)

Ospedale di Albenga, costituito un comitato interaziendale per la valutazione della fattibilità della proposta

La Giunta ha preso atto dei risultati del lavoro svolto dal comitato e attraverso Alisa ha individuato un responsabile del procedimento per l’analisi della proposta e per la trasmissione delle valutazioni. A inizio marzo i proponenti hanno integrato la documentazione relativa alla proposta e successivamente il responsabile del procedimento ha espresso una valutazione positiva dell’equilibrio economico finanziario della proposta ritenuta dunque congrua. Ha anche giudicato corretta la bozza di convenzione proposta per il PPP.

Ora per arrivare alla gara è necessario acquisire la certificazione del Piano Economico Finanziario trasmesso dai proponenti. Con l’assenso ottenuto oggi dalla Giunta regionale i prossimi passaggi saranno l’inoltro della relazione di valutazione del PPP ad Asl 2 e la richiesta ai proponenti di produrre il Piano Economico Finanziario asseverato.

«Procede positivamente il percorso di un progetto che ha comunque un punto essenziale e imprescindibile. Il piano riguarda la gestione dell’ospedale che è e rimarrà un ospedale pubblico, ma che potrà rispondere meglio e in modo più efficiente alle esigenze di quel territorio. Certamente l’ospedale di Albenga sarà un Ospedale di Comunità con all’interno anche una Casa di Comunità, secondo quanto previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In questo quadro, l’ipotesi di un partenariato pubblico privato ritengo vada vista nell’ottica di un rafforzamento e potenziamento ulteriore di quell’ospedale».

Angelo Gratarola, assessore regionale alla Sanità

Il tema delle liste d’attesa e l’apporto del privato nella sanità ligure

Toti ha parlato anche del problema delle liste d’attesa, con i tempi sempre molto lunghi, secondo le testimonianze dei cittadini. Per risolvere il problema «siamo sulla strada giusta. L’abbattimento delle liste d’attesa c’è stato e i numeri lo confermano. Siamo partiti da Tac, risonanze, raggi ed ecografie, ma il percorso attraverso il quale incrementiamo prestazioni va avanti. Alisa ha approvato il via libera alla manifestazione d’interesse per la cardiochirurgia che prevede un finanziamento aggiuntivo di 3,8 milioni di euro. Andremo avanti con ortopedia, riabilitazione e chirurgia ambulatoriale. Il coinvolgimento del privato convenzionato non ha costi aggiuntivi per i cittadini, ma consente di aumentare le prestazioni, al fianco dell’attività degli ospedali pubblici che, parallelamente, vengono incrementate».

I dati citati da Regione Liguria si riferiscono a specifiche procedure diagnostiche ma non sono rappresentative di tutti i servizi

In merito alle prestazioni di diagnostica per immagini, dopo la manifestazione d’interesse per il privato accreditato per 7,4 milioni di euro, mostrano segnali particolarmente positivi, con un forte abbattimento dei tempi: solo per citare alcuni esempi, rispetto al 7 marzo, prima dell’apertura delle agende con le nuove prestazioni acquistate, per un’ecografia all’addome in Asl1 con priorità B, si è passati da 95 a 5 giorni di attesa; per una Tac all’addome senza mezzo di contrasto la Asl2 è passata da 103 a 6 giorni. Un’accelerazione simile si è vista in Asl3 per le ecografie alle ovaie, dove si è scesi da 103 a 5 giorni; una risonanza magnetica in Asl4 alla colonna cervicale senza mezzo di contrasto viene garantita oggi in 4 giorni, rispetto ai 171 di inizio mese. Per una tac all’addome superiore in Asl5 siamo scesi da 26 a 4 giorni. 

La situazione registra ancora disparità tra le diverse Asl e non vede gli stessi risultati per tutti gli esami, tuttavia è un primo passo per rispondere ai bisogni della cittadinanza ligure e limitare il turismo sanitario. In Asl4, per esempio, le prenotazioni per le ecografie renali vanno oggi ad agosto 2025 e l’attesa rimane lunga per molti altri tipi di esami e diagnostiche su tutto il territorio ligure.

Manifestazione d’interesse per la cardiochirurgia

«Dopo i positivi risultati sulla diagnostica per immagini, Alisa ha pubblicato una nuova manifestazione di interesse per l’acquisto dal privato accreditato di prestazioni di cardiochirurgia e cardiologia interventistica. Mi preme sottolineare che sono gare prorogabili alle medesime condizioni con l’obiettivo di riequilibrare il sistema rispetto all’offerta pubblica, su cui sta lavorando la Cabina di Regia per migliorarne l’efficienza», conclude Toti. 

Aumenta l’offerta per i cittadini liguri con risorse straordinarie. Dopo la manifestazione d’interesse per 7,4 milioni di euro dedicata all’acquisto dal privato accreditato di prestazioni di diagnostica, sono state destinate risorse a cardiochirurgia e cardiologia interventistica: «L’incremento rispetto allo scorso anno è pari a 3,8 milioni di euro per quanto riguarda il privato accreditato», spiega Filippo Ansaldi, Direttore Generale di Alisa. «Parallelamente abbiamo programmato un incremento di produzione per il Policlinico San Martino, Hub di riferimento per la cardiochirurgia e complessivamente prevediamo un aumento dell’attività del 27% rispetto allo scorso anno. Con questi numeri, l’obiettivo è quello di rispondere interamente al fabbisogno dei liguri, aggredendo il tema della mobilità passiva. I prossimi ambiti di intervento con risorse straordinarie per le manifestazioni di interesse del privato riguardano l’ortopedia, la riabilitazione intensiva, la chirurgia ambulatoriale e chirurgia a media complessità».

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