Marius Van Dokkum

In’side art: Marius Van Dokkum

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Tempo di lettura: 2 minuti

Amici lettori di Liguria Day bentornati in questo angolo vivo e colorato dove l’arte è protagonista. Vi confesso che quando mi appresto a scrivere e a descrivere l’artista con relativa opera di turno lascio molto al caso; voglio dire che molte volte non sono io che scelgo l’artista ma è lui che sceglie me. Come lo fa? Semplice casualità, per il resto mi affido all’istinto e al fiuto che mi attrarre per certe caratteristiche artistiche che ritengo speciali.

Siete curiosi di scoprire chi vi farò conoscere?

Si tratta di un artista, uno degli innumerevoli artisti la cui vita sarà interamente dedicata a dipingere, disegnare, scolpire, o fotografare. Si tratta di un uomo che da bambino disegnava sempre e ovunque, dal destino segnato dall’arte e con una missione da compiere.

L’autore che mi ha folgorato, e di cui ho deciso di parlarvi in questo nostro nuovo appuntamento con In’side Art, è Marius Van Dokkum

Marius Van Dokkum
Marius Van Dokkum

Olandese ancora vivente classe 1957, sembra che sia il primo artista ancora in vita al quale è stato dedicato nel 2018 un museo sorto nella cittadina di Harderwijk a nord dei Paesi Bassi, a circa 70 km. da Amsterdam.

Un museo dove si entra ridendo e si esce ridendo ancora di più con un senso di fanciullesca felicità. E ora vi spiego il perché…

Il Museo dedicato a Marius Van Dokkum
Il Museo dedicato a Marius Van Dokkum

Questo artista è un iperrealista che attraverso la sua eccelsa tecnica riproduce fedelmente scene di vita quotidiana con una bellissima ironia, un’incantevole dolcezza e una straordinaria poesia, una serie di immagini che ti faranno anche riflettere sui pregi e sui tanti difetti del genere umano.

Ora che vi ho presentato un po’ l’autore passo a descrivervi l’opera che ho scelto per voi.

Meegaan met je tijd (trad. Stai al passo con i tempi)

Meegaan met je tijd, olio su tela, di Marius Van Dokkum

L’opera, un olio su tela, rappresenta una coppia di anziani al centro di una sala, protagonisti di un qualcosa che non gli appartiene ma che si sforzano di utilizzare per non sentirsi distaccati dalla realtà: un computer.

Questo oggetto nuovo e misterioso, che attraverso un video e una tastiera ti apre un mondo sconfinato, è uno strumento necessario al pari della tv, del frigorifero, dell’automobile e del forno per cucinare; un oggetto insomma talmente utile che non se ne può far a meno e questa simpatica coppia di vecchietti sta cercando faticosamente di comprenderne l’utilizzo.

Questo quadro è ricco di dettagli, l’artista è un mago, un attento osservatore, uno fine psicologo del genere umano. Marius con i pennelli colora la vita di tutti noi per strappare sorrisi e donarci felicità. E lo fa utilizzando del colore velato che dona all’opera un’atmosfera concentrata e silenziosa della stanza.

Non si vede un lampadario ma i due vecchietti hanno alle spalle una lampada a molla che li aiuta nella visione. Sul tavolo c’è una tovaglia di velluto rosso pompeiano ben stirata, e su di esso fa bella mostra il monitor del computer (ormai obsoleto per i nostri tempi) i cui fili si intrecciano con i fili del gomitolo di lana e dei ferri da uncinetto che la vecchina ha momentaneamente messo da parte per concentrarsi sulla tastiera nera.

Sul tavolo sparsi in maniera confusa e distratta ci sono poi anche cd, floppy disk e manuali, ossia tutto il necessario per chi è alle prime armi con la tecnologia. Poveri anziani il video sembra fagocitarli; la nonna coraggiosa con il manuale in mano clicca con l’indice sinistro sicura e anche un po’ adirata per vedere il risultato della ricerca. Ma a guardarla bene, amici lettori, non vi sembra che nell’impeto dell’azione la donna abbia tre mani?

Ammettiamolo è davvero un bell’effetto ottico, uno di quelli buffi che fanno sorridere. Infatti la nonnina non ha tre mani ma sembra così perché il manuale che tiene saldo con la mano sinistra è a sua volta tenuto anche dal marito, posto al suo fianco, che con grande amore e comprensione, strizzando gli occhi per vederci meglio, l’aiuta nel seguire le nozioni tecnologiche.

Lui, con il sigaro in bocca non parla, non saprebbe che dire. Meglio lasciar fare alla moglie più spigliata con il nuovo strumento; ma da marito premuroso – che per una vita gli è stato accanto – anche in questo momento di modernità non può lasciare sola la sua sposa. Per questo con la mano destra, con cui sembra appoggiarsi a lei, in realtà la incoraggia ad esplorare quell’oggetto misterioso. I due sono così impegnati che neanche hanno il tempo di prendersi un thé.

L’artista poi è stato davvero bravo nell’essere riuscito a conferire agli occhi della nonnetta uno sguardo perplesso, quasi allucinato, che sembra dire: “Oh mio dio! Era meglio nei vecchi tempi, quando bastava una penna, un foglio di carta, un libro, un volume dell’enciclopedia e la saggezza dettata dall’esperienza di una vita vissuta! Che mondo è questo in cui la tecnologia prende il posto di anni e anni di manualità e utilizzo esclusivamente della propria testa?

E chi dire poi del quadretto sulla parete alle spalle dei due anziani piegati in uno sforzo estremo? Un altro dettaglio dell’artista in cui, se non sbaglio, sono ritratti i due nipotini che hanno di fronte a loro il futuro. Questo dettaglio sembra voler simboleggiare un cerchio che si chiude, precisamente quello del tempo che passa e lascia il posto al progresso inarrestabile.

Di bello però c’è anche il doppio significato, rappresentato proprio dai due vecchietti davanti al computer, che sembra voler dire che, pur se arrivati ad una certa età non ci si deve arrende al passaggio del tempo e che si deve provare ad adeguarsi alla modernità senza mollare. Basta avere pazienza e provare a vedere se si riesce a tenere il passo con tutto ciò che è “nuovo”.

Un ultimo dettaglio chiude il quadro: Marius ha dipinto sulla destra un vasetto con una piantina pensile di fronte ad un tendaggio di una pesante stoffa marrone per dare armonia e per equilibrare la struttura, invece sulla sinistra potete vedere la sedia demodé imbottita anch’essa di velluto rosso con il telaio di legno intarsiato a mano.

Sapete che vi dico? In futuro tutto ciò che è fatto manualmente grazie all’estro e al talento artigianale avrà sempre il suo valore e ci ricorderà che nulla può sostituire la nostra mente e il cuore. Proprio per questo ci piace teneramente ridere di immagini come questa e uscendo dal Marius Von Dokkun museum Harderwijk sorridendo possiamo dire che la vita è bella.

Marius Van Dokkum

Amici lettori, Marius Von Dokkum è un grande artista e se per caso un giorno penserete di andare in gita ad Amsterdam, oltre a Van Gogh, andate a vedere anche le sue opere. Magari avrete la fortuna di incontrarlo! E se così salutatelo da parte mia e ditegli che grazie a lui non ci si annoia mai.

Bene amici lettori non mi resta che consigliarvi una buona musica da mettere in sottofondo mentre leggete questo articolo su Marius Van Dokkum. Ma cosa vi posso consigliare? Io direi del buon jazz del tipo “Oscar Peterson, Ben Webster – During This Time“.

Arrivederci al prossimo artista!

Mandare luce dentro le tenebre dei cuori degli uomini. Tale è il dovere dell’artista – Schumann

Tutte le foto sono prese da tripadvisor.it

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Info Walter Festuccia

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Walter Festuccia, Roma 16 Marzo 1958, diplomato come aiuto scenografo presso il Cine Tv di Via della Vasca Navale di Roma. Artista per natura, artigiano per tradizione, pittore, scrittore. Per il mio stile utilizzato nello scrivere, amo definirmi jazzista della parola, tutto di me è racchiuso in queste definizioni. La mia scrittura, anche se è apparentemente espressa in maniera ironica e demenziale, lascia sempre una finestra aperta oppure un indizio rivolto all'attualità, tutto in un mix di fantasia quasi astratta che diventa con ciò il mio linguaggio espressivo. Come pittore, l'astrazione, l'informalità e l'uso manuale e gestuale della materia sono il mio "io" dentro di me che quando dipinge o scrive si lascia guidare dalla passione e dall'immaginazione attraverso la quale riesco a "vedere" la scena e a "sentire" i dialoghi di ogni mio componimento. Firmo testi e opere come Walter Festuccia oppure Walter Fest.

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