Nuove 13 pietre d'inciampo posate ieri a Genova

Nuove 13 pietre d’inciampo posate a Genova

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Piccole, potenzialmente invisibili, ma impossibili da non notare quando ci cade l’occhio: le pietre d’inciampo sono sampietrini di pietra rivestiti con una piccola placca d’ottone su cui ricorre il nome, la data di nascita, di arresto e il campo di destinazione di una persona deportata, con la data anche del suo assassinio.

Questi sono i riferimenti che si possono leggere su ogni “stolperstein”, che con semplicità ma allo stesso tempo un forte potere evocativo restituisce l’identità di una vittima delle operazioni di sterminio del nazifascismo alla cittadinanza. Il progetto parte nel 1992 per volontà dall’artista tedesco Gunter Demnig, che lancia l’iniziativa ispirandosi ad un passo del Talmud che recita: “una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome”

L’installazione si è tenuta ieri, 10 gennaio 2024, a cura di Aster, che ha collocato le nuove pietre d’inciampo presso le abitazioni di 13 deportati genovesi in diversi quartieri della città. Un’iniziativa curata dal Comitato delle Pietre d’Inciampo (ANED, Comunità Ebraica di Genova e ANPI) e Accademia Ligustica con la collaborazione della Città Metropolitana di Genova.

Le pietre d’inciampo posate oggi nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria si aggiungono alle undici già collocate nel capoluogo ligure, la prima delle quali in galleria Mazzini il 29 gennaio 2012 in memoria del rabbino Riccardo Reuven Pacifici.

Le pietre d’inciampo a ricordare i deportati di Genova

Partendo dalla Germania, il 16 dicembre 1992 Demnig posa la prima pietra d’inciampo a Colonia, nel 50° anniversario dell’Auschwitz-Erlass (il decreto che segnava l’inizio della deportazione di tutti gli zingari di stirpe Sinti e Rom che vivevano nel territorio del Terzo Reich), un gesto artistico senza “chiedere il permesso”, come ricorda l’artista.

La scelta di questa data dimostra la volontà dell’autore di un’opera inclusiva, che ricorda la perdita di più di quindici milioni di persone, secondo lo United States Holocaust Memorial Museum, di cui sei milioni di Ebrei, ma anche prigionieri di guerra e politici, partigiani, Sinti e Rom, omosessuali, disabili, Jugoslavi, Polacchi, Ucraini e Bielorussi, Testimoni di Geova e ogni altra minoranza etnica, religiosa o sociale considerata indegna dal regime nazista.

Da quel primo atto, Demnig ha viaggiato per tutta Europa, installandone più di 105mila in 31 Paesi. Le pietre d’inciampo sono oggi il più grande “monumento diffuso” nel nostro continente. L’Italia è il terzo Paese per numero di pietre d’inciampo posate, dopo la Germania e la Repubblica Ceca.

Demnig a Genova per la posa di nuove 13 pietre d’inciampo

Nella giornata di ieri, si è tenuta un’iniziativa a Palazzo Ducale in concomitanza con la collocazione, a cura di Aster, di tredici ulteriori targhe da selciato incastonate nei marciapiedi della città. L’installazione ha seguito un percorso lungo il territorio cittadino, tra Cornigliano e la Foce, per poi concludersi nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale con l’incontro “Pietre d’Inciampo, arte per la Memoria”, con la conduzione del vicepresidente di ANED Genova Filippo Biolé.

Oltre al sindaco Marco Bucci e al rabbino Giuseppe Momigliano, all’evento hanno preso parte allievi dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, studenti delle scuole secondarie di secondo grado invitati dall’assessore comunale alle Politiche dell’Istruzione Marta Brusoni, rappresentanti delle istituzioni e cittadini. Presenza speciale, per la prima volta in città, Gunter Demnig.

«Oggi Genova ha scelto ancora una volta di onorare i propri concittadini che hanno subito l’orrore delle persecuzioni durante il periodo dell’Olocausto», ha commentato il Sindaco Bucci. «Le 13 pietre d’inciampo che sono state posate questa mattina, si aggiungono a quelle già installate in questi anni, arrivando a un totale di 24. Siamo orgogliosi di accogliere a Genova Gunter Demnig, l’artista che ha dato vita alle pietre d’inciampo. Come Primo cittadino aderisco con convinzione a questo evento che coinvolge tutta la città e che deve arrivare soprattutto ai giovani e le scuole».

Le pietre d’inciampo, ha continuato Bucci, sono «opere che rappresentano le vite perdute e ci ricordano l’importanza di preservare la memoria storica per evitare che tali tragedie si ripetano. Solo 20 dei 261 ebrei genovesi finiti nei campi di concentramento fecero ritorno a casa: Genova è una città che non dimentica e che si impegna per coltivare e tramandare la memoria di quei fatti».

Nuove 13 pietre d'inciampo posate ieri a Genova: le pietre installate a Corso Magenta

Le persone ricordate dalle nuove pietre d’inciampo e dove trovarle

La posa della prima pietra d’inciampo si è svolta in via Dufour 11 rosso, a Cornigliano, in ricordo del partigiano Francesco Moisello; alla cerimonia ha presenziato il consigliere comunale Angiolo Veroli. A seguire, l’itinerario ha incluso:

  • corso Magenta 5 (civico n.47 nel periodo bellico) in memoria di Ida Foa e Arturo e Luciano Valabrega durante una cerimonia alla quale è intervenuto l’assessore a Urbanistica e Sviluppo Economico Mario Mascia;
  • via Padre Semeria 21 in ricordo di Giorgina Milani e Bice, Ettore, Giorgio, Maria Luisa, Paolo e Roberto Sonnino;
  • via Felice Cavallotti 11 per Marco Rignani;
  • infine, via Casaregis 4A,  con un ultimo interramento a ricordo di Bellina Ortona.

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Info Laura Casale

Laureata in Comunicazione professionale e multimediale all'Università di Pavia, Laura Casale (34 anni) scrive su giornali locali genovesi dal 2018. Lettrice accanita e appassionata di sport, ama scrivere del contesto ligure e genovese tenendo d'occhio lo scenario europeo e internazionale.

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