culto mitraico
Ostia

Storia di Ostia, il culto mitraico (seconda parte)  

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Al contrario di quello cristiano, il culto mitraico era per soli iniziati, e il suo contenuto dottrinale è dunque quasi esclusivamente il prodotto di interpretazioni moderne.

Il mitraismo dilagò a Roma con il ritorno delle legioni dall’Oriente nel I secolo a.C. 

Come “dio delle armi” e “campione degli eroi”, Mitra attrasse i soldati romani che inizialmente ne portarono il culto in Iberia, Britannia, e Dacia. Le testimonianze del culto romano di Mitra iniziano dai soldati romani del presidio di Carnuntum sul Danubio, nella provincia romana della Pannonia superiore. 

Questi soldati combatterono contro i Parti e nelle rivolte a Gerusalemme dal 60 al 70 d.C. Ritornati in patria, riportarono il culto di Mitra probabilmente nel 71 o 72, e ne fanno menzione sia Stazio che Plutarco. 

Ma nel 66 d.C. giunse a Roma il re armeno Tiridate, accompagnato da un folto gruppo di maghi e sacerdoti legati al culto di Mitra, e Nerone fu iniziato ai misteri mitraici. 

Intorno al II sec. d.C. il mitraismo si propagò nell’esercito romano così come tra commercianti e schiavi.

Solo a Roma più di 75 statue, 100 iscrizioni mitraiche, oltre a resti di templi ed altari in ogni parte della città e nel suburbio. 

Nel III secolo, il culto di Helios e Mitra iniziò a fondersi nel culto del Sol Invictus; nel 274 d.C. l’imperatore Aureliano (la cui madre era una sacerdotessa del Sole) rese ufficiale il culto costruendogli un nuovo tempio e dedicandogli un nuovo corpo di sacerdoti (pontifices solis invicti): l’imperatore attribuì al Dio le sue vittorie in Oriente. 

La diffusione del Cristianesimo all’interno dell’Impero, sostenuta dal favore di Costantino, contribuì alla caduta del mitraismo, nonostante ne vennero assorbite parecchie caratteristiche e rituali.

L’imperatore Giuliano, iniziato ai misteri mitriaci, cercò di restaurare il culto e di limitare l’avanzata del cristianesimo, e l’usurpazione di Flavio Eugenio fece altrettanto, ma il decreto stilato da Teodosio nel 391, che vietava qualsiasi culto non cristiano, sancì la fine del Mitraismo. 

Tarde sopravvivenze del culto mitriaco si possono trovare fino al V secolo in alcuni luoghi delle Alpi e nelle regioni orientali. La religione cristiana avversò il mitraismo come il concorrente più pericoloso e a Roma, sopra i mitrei saccheggiati e distrutti, eresse chiese e basiliche. I festeggiamenti per la nascita di Mitra avvenivano il 25 dicembre. 

La Chiesa di Roma ha accettato solo nel 335 d.C. questa data come nascita di Cristo, per sovrapporla a quella di Mitra che sarebbe assurto in cielo a 33 anni da dove continuerebbe a proteggere gli esseri umani.

Continua nella terza parte

BIBLIOGRAFIA 

– Nino Burrascano, I misteri di Mithra, Genova, Il basilisco, 1979;

– Franz Cumont, Le religioni orientali nel paganesimo romano, Laterza, Bari 1913; riediz. 1967; nuova ediz. Libreria romana (I libri del Graal), 1990, Roma; 

–  Ruggero Iorio, Mitra. Il mito della forza invincibile, Marsilio, Venezia 1998;

–  Malandra, William, An Introduction to Ancient iranian religion (1983) ISBN 0-8166-1115-7;

–  David Ulansey, I misteri di Mithra Ediz. Mediterranee, 2001, Roma. 

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Info Stefano Lesti

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Stefano Lesti, classe 1970, vive e lavora a Roma. Scrittore, giornalista, saggista, poeta e divulgatore storico; dirige giornali e la comunicazione di importanti società sportive nazionali.

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