Operazione Baluardo - Traffico di stupefacenti
Fonte: Guardia di Finanza

Operazione Baluardo: 17 arresti per traffico di stupefacenti

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Porto di Vado Ligure come base per traffico di droga: sgominata la banda

L’Operazione Baluardo della Guardia di Finanza ha portato all’arresto 17 persone per traffico internazionale di stupefacenti.

Secondo le indagini l’organizzazione era operativa dal luglio 2019 a Savona e utilizzava il porto di Vado Ligure come base per l’importazione, il trasporto, la detenzione e la vendita di sostanze stupefacenti come hashish e cocaina.

La cocaina nascosta tra la frutta in arrivo dal Sud America sequestrata negli ultimi anni (si parla di oltre 180 kg di cocaina sequestrata) ha portato le forze dell’ordine a effettuare un’operazione per sgominare la banda e bloccare il traffico illegale una volta per tutte.

Sembrerebbe inoltre che gli uomini avessero dei legami con la ‘Ndrangheta che avrebbe visto nel porto di Vado Ligure la nuova Gioia Tauro, dove gestire i propri affari.

I 17 uomini, 13 italiani e 5 di nazionalità albanese, sono stati arrestati dai militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Savona e di Genova, con l’ausilio dello SCICO (Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata) e del ROAN (Reparto Operativo Aeronavale).

L’ordinanza è stata emessa dal giudice del Tribunale di Genova su richiesta della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia).

L’uomo all’interno del porto

Durante le indagini è emerso che l’organizzazione aveva un uomo all’interno del porto che passava informazioni sulla posizione dei containers in cui si trovavano i carichi di cocaina provenienti dall’America Latina.

L’uomo sarebbe un dipendente di una società di Trasporto di merci e pacchi operante all’interno del porto, con mansioni da gruista. Oltre a passare le informazioni, spostava i containers per agevolare il recupero degli stupefacenti da parte dell’associazione.

L’azienda per cui lavora l’uomo risulta essere totalmente estranea alle vicende.

Come operava l’organizzazione

Avevano magazzini dove collocare i carichi di droga che venivano spostati attraverso auto ‘a doppio fondo’. Si occupavano di acquistare e distribuire la droga anche per conto di altre organizzazioni criminali che acquistavano stupefacenti e li spedivano via nave in Italia, con destinazione il porto di Vado Ligure.

Vi era anche un concorrente esterno, Mario Palamara, noto trafficante internazionale definito ‘il broker della ‘Ndrangheta’. Durante la sua latitanza (prima dell’arresto effettuato in Spagna l’11 ottobre 2022) Palamara procurava carichi di cocaina provenienti dal Sudamerica. In particolare avrebbe agevolato la spedizione di 84 panetti di cocaina.

Una volta recuperata, la droga veniva poi inviata in tutta Italia

Per comunicare tra di loro utilizzavano degli smartphone criptati, collegati a server collocati in Francia, che i militari sono riusciti a decifrare.

Tra i messaggi decifrati, si è visto come l’organizzazione fosse in contatto con alcuni detenuti. In particolare uno di questi ultimi cercava di dissuadere gli altri a collaborare con le forze dell’ordine nel caso di arresto.

La regola era che in caso di arresto, il resto dell’associazione si sarebbe fatta carico delle spese legali e della famiglia di chi veniva portato in carcere.

Le indagini

Dopo il quantitativo di stupefacenti rinvenuti e sequestrati negli anni, sono cominciate le indagini che hanno portato all’Operazione Baluardo.

Le forze dell’ordine hanno esaminato le telecamere di videosorveglianza all’interno del porto per individuare chi all’interno potesse favorire il recupero dei containers all’associazione.

Altre prove sono state poi acquisite attraverso l’intercettazione di svariate comunicazioni, analizzando le informazioni che si passavano gli indagati.

Il tutto è stato possibile anche grazie alla collaborazione di Eurojust e delle Autorità francesi le quali hanno ricevuto ordini di indagine europei.

Alle indagini hanno partecipato il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Savona e dal GICO del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Genova. Il tutto attraverso il supporto del SCICO della Guardia di Finanza e con il coordinamento della DCSA (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga).

Come emerge nel comunicato stampa firmato dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Genova, Dott. Nicola Piacente:

“Agli indagati sono altresì contestati 42 episodi di acquisto, detenzione e cessione, nonché di importazione dal Sud America di ingenti quantitativi di cocaina (oltre 180 kg), hashish (oltre 40 kg), marijuana (oltre 70 kg) e due tentativi di importare e acquistare oltre 200 kg di cocaina e 300 kg di hashish.

La Guardia di Finanza è stata inoltre autorizzata a divulgare i nominativi delle persone arrestate.

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Info Althea Amato

Althea Amato
Althea Amato, 26 anni, studentessa universitaria con la passione per i libri e la scrittura. Laureata in Scienze della Comunicazione, attualmente iscritta alla laurea magistrale di Informazione e Editoria. Qui con l'ambizione di trasformare una passione in un futuro lavoro.

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