Festa della Mamma

La Festa della Mamma e tutte le sfide da affrontare per essere madre nel 2023

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Buona festa della mamma a tutte! a chi lo sarà presto, a chi lo vuole diventare, a chi lo è da poco e si sente inesperta e sopraffatta e a chi invece è ormai “professionista” e pensa di aver finito il suo compito, anche se, lo sappiamo, di essere mamma non si finisce mai.

In questa giornata dedicata alle mamme, vere eroine del nostro tempo, vogliamo parlare però di quanto sarebbe bello essere mamma in una società che te lo consenta.

Perché diventare mamma è oggi un grande atto di coraggio: nel momento della scelta comincia una corsa ad ostacoli che continuerà per molti anni. Una corsa per incastrare gli impegni, la famiglia e il lavoro, per non perdere il passo e restare a ritmo con gli altri, per non perdere il lavoro e far valere i propri diritti. Una corsa che, di fatto, spaventa e scoraggia molte giovani donne a fare figli in una società con tempi sempre più dilatati che però non coincidono da quelli dettati da madre natura.

Oggi una giovane donna sceglie di studiare e di costruirsi una carriera ma al tempo stesso deve cominciare a lavorare per cimentare le basi del suo futuro anche economico. Poi dopo una lunga gavetta, se è fortunata, trova un lavoro dignitoso e magari aspetta ancora un po’ prima di diventare madre per stabilizzare la sua posizione lavorativa.

Questa è l’ipotesi più rosea per il futuro delle giovani donne in Italia. Ovviamente non è per tutte così ma anziché evidenziare il problema, che suona come un’accusa del fatto “oggi non si fanno più figli” bisognerebbe approfondire le cause all’origine di questa crisi demografica e assumersene le responsabilità.

Festa della Mamma: il dato e le sfide

La decrescita in Italia continua e continuerà: le previsioni per il futuro non sorridono, nel 2021 la popolazione è scesa a 59,2 milioni di abitanti ed entro il 2030 – secondo i dati Istat – scenderà sotto quota 50 milioni nel 2030.

Solo negli ultimi tre anni l’Italia ha perso quasi un milione di abitanti, con le nuove nascite arrivate – solo – a quota 392.598: un peggioramento – iniziato nel 2008 – che interessa tutte le regioni dello Stivale tranne Friuli di Venezia Giulia e Puglia.

Di pari passo alla crisi inerente la natalità, poi va la diminuzione delle cosiddette “mamme equilibriste” cioè tutte quelle mamme che incastrano la giornata tra lavoro e figli.

Il 42,6% delle mamme tra i 25 e i 54 anni risultano inoccupate, il 39,2% delle donne con due o più figli minori ha un contratto part – time e nel periodo pandemia sono state – secondo i dati riportati da Save The Childrenpiù di 30 mila le mamme che hanno rassegnato le dimissioni per motivi familiari.

E’ tutto troppo. Troppo alti i numeri, troppo tardi la maternità – in Italia l’età media al parto delle donne è 32,4 anni – troppo pochi i figli (1,25 figli per donna), troppo costosi i servizi, troppa disparità sul lavoro e troppo frequente il giudizio riguardo le decisioni che spettano ad una mamma.

Perciò in questa giornata dedicata alle eroine del nostro tempo cerchiamo di guardare in faccia la realtà:

essere mamma in Italia nel 2023 non è facile e non è colpa delle donne se sussiste la crisi di natalità.

Si comincino a delineare delle soluzioni che incentivino la carriera professionale di una donna con figli o che vuole averne. Si cominci ad assicurare un facile accesso a servizi quali asilo nido, pre-scuola e dopo scuola. Si comincino a istituire aiuti che possano alleviare il carico di responsabilità che grava su una mamma o una neo-mamma, senza dimenticare, che la mamma è sempre la mamma! (senza nulla togliere ai papà…)

Auguri a tutte le mamme!

Foto di copertina: Pagine Gialle

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Info Francesca Galleano

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Francesca Galleano, 25 anni, laureata in Lettere e in Informazione ed Editoria. Appassionata di calcio, cultura, viaggi e fotografia. Caparbia, determinata e responsabile ma anche sognatrice e capace di stare contemporaneamente con i piedi per terra ma la testa tra le nuvole.

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