Sei storie di donne straordinarie che (forse) non conoscevi

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L’8 marzo ricorre la giornata internazionale dei diritti della donna, una giornata importante sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state, e sono ancora, oggetto in ogni parte del mondo.

Noi di Liguria Today vorremo onorare le donne, in questa giornata loro dedicata, con sei storie di donne straordinarie la cui opera ha dato un notevole contributo alla società e alla storia.

Storie di donne genovesi: Santa Caterina Fieschi Adorno

Cinque storie di donne straordinarie che non conoscevi: Santa Caterina di Genova
Storie di donne straordinarie: Santa Caterina di Genova – foto: Arcidiocesi di Genova

Partiamo con la storia più lontana cronologicamente ma più vicina geograficamente.

Santa Caterina Fieschi Adorno nasce a Genova nel 1447, in Vico Indoratori, da famiglia nobile e ricca. Sedicenne va in sposa a Giuliano Antoniotto Adorno, mediante matrimonio combinato tra le famiglie.

Presto il marito si rivela come un amante del gioco che in breve tempo dilapida molte delle sue proprietà. Caterina, disperata, rifugge da quell’ambiente mondano dedicandosi alle opere di carità.

Si associa con le Dame della Misericordia, con loro soccorre i poveri della città, i più indigenti ed i malati. Caterina non ha modo di dare sostegno di sua tasca ai bisognosi e così si dedica all’assistenza dei ricoverati al Pammatone, opera ospedaliera nata nel 1420 circa in cui la Santa e il suo coniuge arriveranno anche a vivere.

Ma a Caterina non basta dar solo mero soccorso: nel 1484 viene eletta Rettora del reparto donne dell’Ospedale di Pammatone.

Oltre a questo è anche scrittrice e attivista per la Compagnia del Divino Amore, la cui propagazione gettò le basi per la riuscita del Concilio di Trento.

Il 15 settembre 1510 Caterina muore, sfiancata dalla malattia, dopo circa 32 anni di lavoro in ospedale in cui per sua scelta non ha percepito un pagamento al lavoro svolto. Nel XVII secolo, era già Santa.

Storie di donne genovesi dello scorso secolo: Carina Massone Negrone

Storie di donne straordinarie: Carina Massone Negrone
Storie di donne straordinarie: Carina Massone Negrone – foto: DOGFIGHT

Impossibile non ricordare l’aviatrice genovese Carina Massone Negrone (Bogliasco, 20 giugno 1911 – Bogliasco, 19 marzo 1991). Il 20 giugno 1935 l’aviatrice decollò dalla base di Montecelio a bordo di un biplano Caproni Ca.113 con motore Pegasus 1110, portando con sé solo un giaccone riscaldato in maniera rudimentale e una bombola di ossigeno. In considerazione della rarefazione dell’aria e delle basse temperature in altura (fino a -35 °C), i medici che seguirono la sua impresa prevedevano che non avrebbe superato gli 11.000 metri di altitudine, ma l’aviatrice riuscì, nonostante uno stato di stordimento (lei parlò di euforia), a portarsi fino a 12.043 metri, stabilendo il nuovo record mondiale. Carina superò infatti di ben 754 metri il precedente primato della Hilsz. Il record, per quanto riguarda i velivoli ad elica, è rimasto imbattuto nella storia dell’aviazione.

Carina è stata la più grande aviatrice italiana ed è stata anche presidente dell’Aeroclub di Genova, impersonando per 30 anni Genova aviatoria.

Storie di donne artiste: Eleonora Duse

Cinque storie di donne straordinarie che non conoscevi: Eleonora Duse
Storie di donne straordinarie: Eleonora Duse – Foto: Dazed

Eleonora Duse, una delle più grandi attrici tra ‘800 e ‘900, nasce figlia d’arte nel 1858 a Vigevano. Ha un grande talento: a quattro anni, a Chioggia, recita nella parte di Cosetta dei Miserabili di Victor Hugo. A dodici è nella parte di Francesca da Rimini di Silvio Pellico. A quattordici poi è Giulietta. E via via, lavori sempre più importanti fino a diventare, nel 1880, prima attrice nella compagnia di Cesare Rossi.

Eleonora è musa per molti uomini ma tiene alla sua arte più di tutto: si misurerà con i soggetti di Ibsen e Zolà per dimostrare il suo talento.

Nel 1884 l’incontro con Gabriele D’Annunzio a Venezia, unica parentesi della sua vita che a scuola siamo tenuti a ricordare. Eleonora ispirerà D’Annunzio per otto anni; a lei il poeta dedicherà La città morta e Il Fuoco.

I due si separano nel 1904: caratteri divergenti. Eleonora si è indebitata per lui e in ringraziamento è stata rimpiazzata da Irma Gramatica all’esordio de La figlia di Iorio al Teatro Lirico di Milano. A causa della ferita sull’orgoglio, Eleonora arriva a giurare di non fare mai più teatro.

Eleonora e l’amore per l’arte

Amata dal pubblico e dalla critica, Eleonora Duse instaura intensi rapporti di amicizia e di stima con molte altre donne artiste e intellettuali del suo tempo, sempre animata dall’idea di aggiornarsi e confrontarsi professionalmente tramite l’incontro. Nel 1914, a Villa Ricotti sulla Nomentana, apre una Casa delle attrici con annessa biblioteca, un luogo di ritrovo e di incontro creato per il confronto professionale. Dura purtroppo un solo anno.

Eleonora morirà in una camera d’albergo di Pittsburgh, sola, il 21 aprile 1924. Aveva contratto la tubercolosi. Fino all’ultimo, tentò di fare quello che amava – arte – e nonostante le difficoltà, riuscì a entrare nella leggenda con le sue forze.

Scienziate dello scorso secolo: Eva Mameli Calvino

Eva Mameli Calvino – Foto: IoDonna

Giuliana Luigia Evelina Mameli, detta Eva, nasce il 12 Febbraio 1886 a Sassari, da una famiglia alto-borghese. La famiglia Mameli è molto unita e l’educazione dei figli si basa su principi quali il valore dello studio e il massimo impegno nella vita e nella professione. Infatti Eva frequenta un liceo pubblico, tradizionalmente “riservato” ai maschi e s’iscrive poi al corso di Matematica presso l’Università di Cagliari dove si laurea nel 1905. Alla morte del padre, si trasferisce con la madre a Pavia presso il fratello maggiore Efisio.

A Pavia Eva, ricordata come una donna brillante e grande lavoratrice, frequenta il Laboratorio crittogamico di Giovanni Briosi che si occupa di studi ancora abbastanza unici in Italia. Eva si appassiona a tal punto da proseguire lì anche dopo la laurea in Scienze Naturali nel 1907.

Ottiene la cattedra di Scienze presso la scuola normale di Foggia con distaccamento presso il Laboratorio crittogamico dell’Università di Pavia. Nel 1911 le viene infatti assegnato il posto di assistente di Botanica e nel 1915, prima donna in Italia, consegue la libera docenza in questa disciplina.

Scienziata, madre e partigiana

In un momento di difficoltà, Eva conobbe Mario Calvino. Questo cercava un collaboratore per un lavoro di Genetica Vegetale per la Stazione Agronomica sperimentale che aveva in Sud-America. Eva e Mario partono, poi si sposano e hanno figli – Italo e Giovanni – e, tornati in Italia, supporteranno la Resistenza partigiana.

Dopo anni caratterizzati da un costante impegno anche nella divulgazione scientifica, nel 1951, alla morte di Mario, la direzione della Stazione passa nelle mani di Eva per otto anni.

Se quanto raccontato non fosse sufficiente a dare ad Eva più valore rispetto a quanto possa darne l’essere madre di Italo Calvino, il numero di pubblicazioni della scienziata lo dovrebbe essere.

Sempre coltivando i suoi interessi floristici (1972 – Dizionario etimologico dei nomi generici e specifici delle piante da fiore e ornamentali, opera unica tra i testi di botanica del nostro secolo), Eva, «la maga buona che coltiva gli iris» – come la chiamava il figlio Italo – muore a Sanremo il 31 marzo 1978 all’età di 92 anni con oltre 200 pubblicazioni a suo nome.

Storie di donne coraggiose: Malala Yousafzai

Cinque storie di donne straordinarie che non conoscevi: Malala Yousafzai
Storie di donne straordinarie: Malala Yousafzai

Attivista pakistana (n. Mingora 1997). Attiva sin da giovanissima nella lotta per i diritti civili e per il diritto allo studio delle donne nel suo Paese, a tredici anni è diventata nota grazie al suo blog per la BBC in cui, tra l’altro, denunciava il regime dei talebani pakistani ostili ai diritti alle donne.

Nel 2012 è stata ferita in un attentato rivendicato successivamente dagli stessi talebani. Curata a Londra e ristabilitasi, nel luglio del 2013 ha tenuto un discorso forte e commovente all’Onu nel giorno del suo sedicesimo compleanno, lanciando un appello per il diritto all’istruzione dei bambini di tutto il mondo.

Nello stesso anno è stata la più giovane candidata al premio Nobel per la pace ed è stata insignita del Premio Sakharov per la libertà di pensiero dal Parlamento europeo.

Nel 2014 riceve il premio Nobel per la pace insieme all’attivista indiano per i diritti dei minori K. Satyarthi, “per la loro battaglia contro la repressione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’educazione”.

Se foste interessati, i libri della attivista venticinquenne sono una lettura incredibile. In particolare il primo, “I am Malala“, è estremamente toccante.

Storie di donne ispiratrici: Samantha Cristoforetti

Samantha è conosciuta, sicuramente più di quanto lo possa essere Santa Caterina, ma la sua storia è d’ispirazione per cui pareva giusto inserirla in questo elenco di donne incredibili.

Storie di donne straordinarie: Samantha Cristoforetti – foto: Agenzia Nova

Samantha Cristoforetti ( classe 1977) è una famosissima aviatrice e astronauta ed è la prima donna italiana a far parte degli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea.

Inoltre, è la prima donna in Europa ad essere stata nominata come comandante della Stazione Spaziale Internazionale.

Come se i suoi meriti professionali non fossero sufficienti, la Cristoforetti ha scelto di avviare un progetto di divulgazione sui social media in cui spiega come si svolga la sua vita nello spazio come astronauta e come donna.

Ad Aprile 2022, la notizia del lancio del canale Tik Tok. Fino a quel momento il social network principale di astrosamantha è sempre stato Twitter, che ad onor del vero ha continuato ad aggiornare, ma nella missione 2022 l’attività divulgativa si è accentrata soprattutto sul social network cinese.

Samantha rappresenta tutto ciò che è superamento dello stigma di genere.

L’astronauta, oltre ad essere la prima donna italiana ad aver conseguito i suoi traguardi, ha mostrato senza filtri che non vi è differenza nel suo esercizio professionale tra uomo e donna.

AstroSamantha è diventata ispirazione per tantissimi giovani, avvicinandoli al mondo della scienza attraverso video del suo quotidiano e contribuendo a superare il pregiudizio per cui una donna non è versata per le discipline scientifiche.

Fonti:

  • Santa Caterina: acompagna.org
  • Carina Massone Negrone: RaiStoria
  • Eleonora Duse e Eva Mameli Calvino: Enciclopedia delle donne
  • Malala Yousafzai: Treccani
  • Samantha Cristoforetti: Napolike.it ; profili social della stessa Samantha

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Info Arianna Ranocchi

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Arianna Ranocchi, 26 anni, scrittrice e social media specialist. Determinata, curiosa e nerd, capace di passare dal discutere mostre al parlare di elfico in una sola conversazione.

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