Villa Durazzo Pallavicini
Villa Durazzo Pallavicini a Pegli

I fantasmi non sono tutti uguali: visita a Villa Durazzo Pallavicini a Pegli

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Non è sempre vero che le storie di fantasmi debbano esser legate a morti violente. Ho ripreso in mano vecchi libri, fatti di leggende e narrazioni raccapriccianti, ma mi sono innamorato di un fantasma, una presenza che alberga nella Villa Durazzo Pallavicini, a Pegli. Un’entità evanescente e delicata.

La storica Villa Durazzo Pallavicini, oggi sede del museo archeologico ligure, fu fatta costruire tra il 1840 e il 1846 da Ignazio Alessandro Pallavicini, nipote della marchesa Clelia Durazzo.

Caratteristica unica di questo giardino che si sviluppa su 8 ettari di collina, è quella di essere strutturato su un racconto teatrale a sfumature esoteriche che rendono la visita un’esperienza storico-culturale, paesaggistico-botanica ma anche meditativo-filosofica.

Di particolare rilievo è il giardino ottocentesco all’inglese che circonda la villa.

Se non siete mai entrati qui vi perderete le piante esotiche, il laghetto e le scenografiche architetture: la tribuna gotica, il tempio di Diana e il ponte cinese. Ci sono tutti gli ingredienti per un pomeriggio romantico con la compagna.

In quest’oasi un gruppo di ragazzi racconta di aver visto una ragazza mora vestita di bianco, una leggiadra presenza fluttuante e sensuale.

La giovane muoveva le labbra, senza emettere alcun suono, sembrava chiamarli o forse parlare con un altro spirito invisibile.. Oppure era come le sirene di Ulisse che attraevano verso la perdizione?

Mentre passeggio questo pomeriggio nel meraviglioso giardino, porto con me un libro di Sue Grafton e leggo:

“I fantasmi non ci perseguitano. Non è così che funziona. Sono presenti tra noi, perché non li lasciamo andare via”.
“Io non credo ai fantasmi,” dissi, debolmente.
“Alcune persone non possono vedere il colore rosso. Ciò non significa che non esiste” rispose.

Forse è la misteriosa ragazza che mi ha fatto venire qui oggi, alla ricerca del suo fantasma…

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Info Francesco Crisanti

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Docente di lettere e storico dell'arte, ma anche collezionista di dischi, libri e fumetti. Ha pubblicato: "Un capolavoro senza tempo. La Basilica di San Piero a Grado", una guida sull'Abbazia di Borzone oltre ad un testo di narrativa per ragazzi intitolato "Ventitré" e ha un cassetto pieno di nuovi progetti, testi e idee che non vedranno mai la luce o forse sì... ci penseremo domani.

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