Alimenti indigesti
Photo by Louis Hansel on Unsplash

Accorgimenti in cucina. Come spuntarla sugli alimenti più indigesti!

Condividi su
Tempo di lettura: 2 minuti

Come richiestoci da alcuni affezionati lettori, dedichiamo la rubrica di questa settimana ai trucchi – sempre molto utili in cucina – per evitare che quegli alimenti che risultano generalmente critici per la digestione, compromettano – anche solo in parte – il piacere di gustare le nostre ricette.

Iniziamo ad individuare quali siano gli alimenti indigesti, tra quelli più utilizzati nella cucina tradizionale della nostra regione.

Sicuramente parleremo dell’aglio e della cipolla che sono dei grandi insaporitori sia nei piatti a base di pesce, sia per le carni, come anche per le verdure, a patto che siano utilizzati sapientemente.

Ci soffermeremo poi su un ortaggio saporitissimo, ma ostico: il peperone!

E concluderemo poi affrontando il tema dei legumi: alimenti molto nutrienti, ricchi di fibre, carboidrati, vitamine e sali minerali, con una potente azione antiossidante per il nostro organismo, ma che comportano sgradevoli effetti collaterali.

Alimenti indigesti: L’aglio…

Alimenti indigesti Aglio
Image by Steve Buissinne from Pixabay

Innanzitutto va detto che questo bulbo se non viene sottoposto a cottura è più facile da digerire, perché aiuta la produzione dei succhi gastrici e aumenta sensibilmente l’assimilazione degli elementi nutritivi dei cibi.

In ogni caso è sempre preferibile privarlo della cosiddetta “anima” che è la maggior causa della difficoltà di digestione, per poi spremerne la sola polpa, con l’apposito utensile.

Anticamente si usava lasciare l’aglio in ammollo nel latte caldo (così per la preparazione della salsa Aggiadda, l’agliata, la rude antenata del pesto).

Più di recente si ricorre allo “sbianchimento“, ovvero l’immersione in acqua fredda da portarsi ripetutamente a bollore, per far perdere all’aglio il grado di concentrazione dei suoi succhi.

L’aglio vestito invece è più digeribile dell’aglio spogliato e si utilizza nelle lunghe cotture come per esempio negli arrosti, evitando che bruci.

Alimenti indigesti: La cipolla

Alimenti indigesti Cipolla
Image by Shutterbug75 from Pixabay

Anche questo ortaggio, che appartiene alla stessa famiglia dell’aglio, necessita di alcuni trattamenti per essere consumato in maggiore tranquillità.

In primo luogo la cipolla deve sempre essere fresca e mai avvizzita. Inoltre va immersa in acqua e aceto per qualche ora, cambiando il liquido per 2 o 3 volte, per poter essere consumata cruda.

Un altro metodo per renderla digeribile è tagliarla a fette e lasciarla nel congelatore per tutta la notte. Prima di cucinarla, ancora congelata, va buttata in acqua bollente per qualche minuto. Questo metodo è molto utile per preparare la torta, come anche la zuppa di cipolle.

Ancora un’altra tecnica per rendere la cipolla più digeribile: immergerla nel sale dopo averla affettata e lasciarla così per un quarto d’ora. Ovviamente in questo caso occorrerà un bel risciacquo prima di consumarla.

Per rendere invece più digeribile la cipolla durante la cottura, mettetela in padella con un bicchiere d’acqua e quando cambierà colore aggiungete olio a crudo.

Più semplicemente aggiungete un po’ di latte durante la cottura.

Perché invece non si digerisce il peperone!

Peperoni
Image by congerdesign from Pixabay

L’indigeribilità di questo ortaggio dipende dalla solanina, una sostanza potenzialmente tossica, che solitamente si accumula sotto la buccia di tutte le solanacee.

La solanina si riduce con la maturazione dell’ortaggio, per cui vanno scelti peperoni ben maturi e non coltivati in serra fuori stagione.

Il peperone inoltre risulta più digeribile crudo per cui si usa molto in insalata – a cui va aggiunto aceto o limone che ne aumentano la digeribilità – e se cotto con olio (fritto in padella). Non così nel caso venga arrostito, poiché con questo tipo di cottura perde il proprio liquido che contiene l’enzima che ne facilita la digeribilità.

È consigliabile pertanto preparare i peperoni avendo cura di eliminare a fine cottura la pelle, i semi e le parti bianche, ma non l’acqua contenuta all’interno.

Infine, eccoci ai legumi…

Legumi
Photo by v2osk on Unsplash

Principalmente la difficoltà di digestione dei legumi deriva dalla loro buccia esterna per cui, in caso di colon irritabile, è sempre meglio utilizzare quelli decorticati.

Diversamente, nel caso si vogliano usare interi, basta seguire qualche piccolo accorgimento.

Prima di tutto occorre procedere all’ammollo in acqua fredda dei legumi secchi per almeno una notte intera.

Per un risultato ancor migliore, ricordatevi di aggiungere all’acqua un cucchiaio di bicarbonato, per essere sicuri di ammorbidire le bucce dei legumi.

Finita la fase di ammollo dei legumi, tuffateli in acqua bollente e dopo 5 minuti di cottura scolateli.

Poi buttate la prima acqua di cottura: eliminerete così molte delle componenti più indigeste.

Ovviamente le cuticole che dovessero staccarsi dai legumi vanno eliminate.

Portate quindi a bollore altra acqua insaporita con qualche foglia di alloro – senza sale né dado, per non indurire la buccia dei legumi – e fate cuocere almeno 40 minuti.

A questo punto potrete procedere nelle diverse preparazioni.

I legumi freschi non necessitano di ammollo. Ma è bene comunque sbollentarli e buttare la prima acqua di cottura, per eliminare sostanze indigeste.

Termina qui il mio breve “vademecum sull’attenzione alla digeribilità in cucina”, che spero vi risulti chiaro e soprattutto utile!

Condividi su
MeRcomm.it | posizionamento _ strategie di brand posizionamento SEO realizzazione siti web e-commerce mercomm social media marketing produzione contenuti pianificazione contenuti gestione e sponsorizzazione contenuti mercomm visibilità _ sponsorizzazioni google ADS affissioni, maxischermi e giornali ufficio stampa mercomm contenuti aziendali produzione contenuti blog shooting foto e video graphic e motion design 2D e 3D Liguria-Day-icona-500x500 LiguriaDay _ quotidiano online di mercomm progetti editoriali

Info Maria Paola La Magna

Avatar photo
Studi giuridici. Ha svolto attività di PR per i primi 15 anni lavorativi, per poi dedicarsi al settore della Comunicazione nella Pubblica Amministrazione. Per passione è stata una pioniera dell'Home Restaurant a Genova. Il senso della continua ricerca estetica le proviene dal padre, il pittore genovese Raimondo La Magna.

Articoli simili

Carlo Castellano, Premio Lions San Pier d’Arena 2024: “Genova punti sui progetti tecnologici e sui giovani”

Il Premio Lions Club San Pier d’Arena, giunto alla cinquantesima edizione, quest’anno è stato un …

LiguriaDay