Matrimoni e cerimonie
La manifestazione dei lavoratori del settore wedding per chiedere la ripartenza di matrimoni e cerimonie

Giornata di proteste a Genova: il mondo del wedding chiede aiuti urgenti

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Nella mattina del 26 marzo, le professioni del wedding sono scese in piazza per chiedere la ripartenza di matrimoni e cerimonie.

È un grido di aiuto, quello lanciato oggi da Genova e altre trenta piazze italiane dal movimento “Insieme per il wedding”, rappresentativo delle imprese che ruotano intorno al settore dei matrimoni e delle cerimonie.

Il settore è infatti da mesi completamente chiuso, in seguito alle disposizioni di contenimento epidemiologico in vigore.

Le richieste dei manifestanti

Chiedere alle istituzioni adeguate rassicurazioni sulla ripresa dell’attività, partendo da una data certa oltre la quale sarà possibile tornare a celebrare i matrimoni, e concrete misure di sostegno economico, proporzionate alle perdite di fatturato dell’ultimo anno.

Sono queste le richieste che i manifestanti hanno avanzato durante la manifestazione. «Qualche migliaio di euro non è sufficiente a compensare oltre un anno di crisi» – denunciano gli organizzatori.

Le testimonianze

«Siamo di fronte ad una situazione insostenibile, sia per noi fotografi e videomaker che per gli sposi, a cui non sappiamo più cosa dire» – dichiarano Raquel Torralba, referente sul campo della manifestazione di piazza De Ferrari, e la collega Silvia Pompeo. E proseguono: «Da una parte dobbiamo mantenere strutture e attrezzature, pagare tasse e affitti. Dall’altra, portare a casa qualcosa da mangiare e sostenere le nostre famiglie. Tutto questo senza avere ricevuto nessun supporto».
«Viviamo alla giornata, in balìa di dpcm che cambiano continuamente: ci aspettiamo di ricevere la stessa attenzione rivolta ad altri settori» – è la richiesta di Nancy Sanguineti, titolare dell’omonimo negozio di bomboniere attivo da 34 anni.

«La pianificazione di un matrimonio può durare fino a un anno» – spiega Maria Paola Conte, titolare di atelier

E continua: «Dopo mesi di chiusura forzata, ci ritroviamo con un grande assortimento da pagare alle aziende, senza sapere come».
«Comprendiamo il momento, capiamo le difficoltà e confidiamo nei vaccini, ma non possiamo più convivere con questa incertezza» – concludono Laura Mameli e Claudia Atzori, wedding planners.
«Noi sosteniamo l’intera filiera del wedding» – dice il presidente di Confesercenti Genova Massimiliano Spigno «uno dei tanti e troppi settori che sono stati dimenticati e che ha assoluta necessità di sostegni concreti e di certezze».

I numeri del settore pre e post pandemia

I matrimoni celebrati in Liguria sono stati 4.662 nel 2019. Circa l’85% delle cerimonie è stato annullato nel 2020. Matrimoni e cerimonie generano in Liguria un fatturato di circa 2 miliardi e occupano 30mila persone tra lavoratori autonomi e dipendenti diretti e indiretti.

Beatrice Dagnino

Foto by Ansa.Liguria.it
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