Dopo mesi di trattative PD e 5stelle hanno scelto Ferruccio Sansa come candidato comune alle prossime elezioni regionali della Liguria e, apparentemente, il Movimento è stato quello che maggiormente sponsorizzava il giornalista de Il Fatto Quotidiano.
A ventiquattro ore dall’annuncio però, Luigi di Maio sente Grillo per dirgli che il Movimento non dovrebbe sostenerlo, visto che non ha mai risparmiato attacchi ai 5stelle e al suo fondatore. Grillo sembra d’accordo.
Poche ore dopo, Vito Crimi fa sapere che il Movimento sostiene compatto Sansa. Subito dopo anche Grillo comunica il suo sostegno a Sansa (anche se sembra che la frase di investitura sia stata “è il meno peggio”).
Ma cosa sta succedendo davvero?
Difficile saperlo con esattezza, ma negli ambienti 5stelle sembra ormai chiaro che Luigi Di Maio abbia intrapreso una sua personale battaglia per riportare il Movimento più lontano dal PD e da Giuseppe Conte, che potrebbe cannibalizzare (secondo alcuni sondaggi) circa la metà dei voti del partito se volesse staccarsi.
Secondo questa lettura diventerebbe più sensata la sua entrata a gamba tesa su Sansa. Non è un mistero che Grillo e Sansa, sebbene vicini di casa, non siano migliori amici. Sembra che alcune tensioni siano dovute anche a situazioni riconducibili a temi non propriamente di alta politica (ad esempio i permessi per la piscina di Grillo a Sant’Ilario).
Forse Di Maio voleva utilizzare queste tensioni per spezzare il fronte con il PD nell’unica regione dove si è tentata la corsa unitaria e, per un momento, Grillo è quasi caduto nel tranello.
Ma Beppe Grillo è il più grande sostenitore del governo Giallorosso e dell’alleanza con il Partito Democratico (di cui voleva diventare segretario anni fa) e si è subito ripreso, blindando insieme a Crimi il candidato governatore della Liguria.
E’ difficile pensare però che Di Maio possa arrendersi così facilmente. In questi giorni, in tanti hanno capito che la sopravvivenza di lungo periodo del Movimento dipende dalla capacità di ritornare agli inizi, alla visione precedente a quella degli accordi con qualunque forza politica pur di governare, e probabilmente chi farà la prima mossa coraggiosa guiderà questo percorso.
Sarà Di Maio? Di Battista? Paragone?
Difficile saperlo, ma sarà fondamentale essere il primo, perché chi arriverà secondo difficilmente ce la farà a sopravvivere politicamente.
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